Appartamento in comodato cercasi per progetto educativo

Appartamento in comodato cercansi per progetto educativo a Piacenza

Casa in comodato cercasi per progetto educativo. Suona più o meno così l’annuncio comparso oggi su Facebook e firmato da Tice, la cooperativa sociale che da qualche anno si occupa di ragazzi con difficoltà di apprendimento (dsa, dislessici ecc.) o di comportamento.  L’appello è rivolto a tutti i proprietari di case sfitte che magari non hanno ancora deciso esattamente cosa fare dei loro immobili o che non vogliono affittarli per evitarsi grattacapi. Per capire meglio come funziona questa proposta abbiamo interpellato Francesca Cavallini, presidente della cooperativa.

Innanzitutto ci può spiegare meglio cosa è Tice e come funziona?

Ci piace definire Tice come una clinica del comportamento che agisce in particolare sulla fascia 0-13 anni. E’ aperta a tutti i ragazzi, sia a sviluppo tipico, sia con difficoltà, che devono imparare a comportarsi nella attuale società civile (o quasi). Quindi sono ragazzi con varie problematiche comportamentali.

Questo del comodato è un progetto aggiuntivo rispetto al lavoro tradizionale che fate in Tice durante l’anno scolastico, quando ad esempio insegnate ai ragazzi i metodi per studiare, li assistete nel fare i compiti e nel superare le difficoltà quotidiane?

Assolutamente si. Ci siamo accorti che, nei ragazzi con gravi problemi,  c’era una carenza soprattutto nell’acquisizione delle “life skill” cioè delle autonomie di vita e personali. Siamo quindi partiti, questa estate, con un progetto che si chiama Learn AirBnB in cui gruppi di ragazzi con bisogni educativi speciali, di settimana in settimana, cambiano casa per imparare a utilizzare le abitazioni stesse; quindi fare la lavatrice in un appartamento, poi in un altro, stendere i panni, rifare i letti (quindi diversi tipi di letti) utilizzando case della piattaforma di AirBnB. Abbiamo affittato degli immobili e questi ragazzini, seguiti da professionisti, da psicologi, che conoscono i principi della scienza del comportamento, stanno andando in queste case e imparano ad utilizzarle, a fare lavoretti. Poi cambiano immobile.

I ragazzi vivono in queste case per un certo periodo di tempo?

Si. Tranne che per la notte. Vivono lì di giorno e alla sera tornano in famiglia. Una sorta di scuola per imparare ad usare una casa. Adesso, nel periodo estivo, lo fanno dal mattino alla sera. Potremmo chiamarla Università dell’autonomia. Imparano ad usare una casa molto bene. Abbiamo delle volontarie casalinghe che spiegano come fare, oltre al personale tecnico impiegato.

Ma questi “studenti della casa” che tipo di ragazzi sono? Quali problemi hanno?

Sono tipicamente ragazzi con un ritardo mentale che vengono accompagnati da tutor, cioè da altri ragazzi a sviluppo tipico (ragazzi senza problemi ndr). Quindi ci sono ragazzi con disabilità, ragazzi con sviluppo tipico, volontarie, casalinghe e psicologi che governano questo complesso processo psicoeducativo.

Questi ragazzi a sviluppo tipico, i tutor, chi sono esattamente?

Sono ragazzi degli ultimi anni delle superiori che seguono un progetto di alternanza scuola lavoro.

I ragazzi assistiti invece che età hanno?

Vanno dai 15 anni ai 24 anni. Vogliamo in qualche modo replicare, per loro, un’istruzione superiore.

Da dove nasce l’idea di chiedere le case in comodato?

Questo progetto è partito con l’idea di utilizzare la piattaforma internet di affitto casa AirBnB. Ma non è sempre facile trovare la casa giusta per le nostre esigenze e riuscire anche a rimanere entro le risorse che sono disponibili.

Camminando in tante strade della nostra città, magari in zone abbandonate dai piacentini, vediamo numerose case sfitte, vuote. Sappiamo che questi ragazzi, accompagnati dalle casalinghe e dai volontari potrebbero trasformarli in luoghi vivi, frequentati da educazione ed innovazione. Ci è sembrata una idea tanto semplice quanto geniale. Quindi speriamo che qualcuno sia disponibile a cederci la casa in comodato d’uso. Abiteremmo la casa solo per sei mesi. Perché poi, per lo scopo del progetto, la dobbiamo cambiare.

Al di là della nobiltà del gesto che vantaggio avrebbe il proprietario di casa a cedervela in comodato, visto che il comodato è sempre gratuito, non prevede la corresponsione di un affitto?

Il proprietario avrebbe la casa abitata. Noi ci facciamo carico del costo dell’Imu, la ripitturiamo, sistemiamo, rimoderniamo i mobili; diventa una casa attuale, la rendiamo viva. Ci facciamo carico ovviamente anche dei costi delle utenze elettriche e del riscaldamento. Riportiamo vita in quella casa. Secondo me mettere i ragazzi, giovani psicologi in un condominio porta gente nel   condominio.

L’iniziativa quando l’avete lanciata.

Oggi. Il progetto è piaciuto tantissimo. I ragazzi hanno avuto degli ottimi risultati. Quindi non vogliamo più portarli in una stanza. Li vogliamo sempre in una casa. Vogliamo che imparino, prima degli altri, a viverla.

Di quante case avreste bisogno per il progetto?

Per partire, al momento, ce ne basterebbe una. Il progetto è sperimentale quindi non possiamo prendere troppi allievi.

Quanti allievi sono quelli coinvolti al momento?

Due gruppi di tre allievi a giorni alterni. Quindi sei allievi in totale ma a gruppi di tre per volta.

Chi fosse interessato a sostenere il progetto può contattare il Tice al numero 0523 652109 oppure tramite la pagina Facebook https://www.facebook.com/centrotice/.

Carlandrea Triscornia

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