Revisione catasto: Sforza Fogliani replica al vicepresidente del Consiglio nazionale del Notariato

Corrado Sforza Fogliani

Si è discusso della proposta legislativa sulla cosiddetta “nuova Imu” oggi nella commissione Finanze della Camera. Nel suo intervento, il vicepresidente del Consiglio nazionale del Notariato, Giampaolo Marcoz, sentito sulla proposta di legge sulla “nuova Imu” ha sostenuto che una riforma dell’imposizione immobiliare locale «non dovrebbe prescindere dalla revisione del Catasto, in quanto la determinazione della base imponibile della nuova Imu, mediante il ricorso ai moltiplicatori, rischia di continuare a creare delle sperequazioni, nel contempo, però, si potrebbero incentivare i soggetti titolari dei diritti reali ad auto-dichiarare le reali consistenze, avvalendosi di tecnici iscritti agli Ordini, o agli Albi professionali, i quali potrebbero assumere l’incarico di “tecnico accertatore”, asseverando di fatto la veridicità dei dati comunicati».

A stretto giro è arrivata la replica del Presidente del Centro studi di Confedilizia, il piacentino Corrado Sforza Fogliani secondo cui è vero che «ci sono sperequazioni nell’imposizione fiscale locale, come ha dichiarato il Notariato oggi alla Camera. Ma che la revisione del Catasto sia l’antidoto, è ancora da vedersi. Prima di tutto, occorre decidere se si vuole colpire il reddito com’è sempre stato dal 1861 in poi, o il patrimonio, come si voleva fare quando Confedilizia riuscì anni fa a bloccare la riforma predisposta dall’Agenzia delle entrate. Un Catasto fatto in questo modo avrebbe aggravato le ingiustizie, altro che eliminate le sperequazioni…».

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