“Cercavamo un appartamento in affitto a Piacenza e siamo rimasti fregati”. Crescono i casi di truffa

In città scarseggiano gli immobili in locazione e ci sono persone senza scrupoli che se ne approfittano. I consigli del presidente provinciale Fiaip per evitare brutte sorprese

La richiesta di appartamenti in affitto a Piacenza resta decisamente elevata anche grazie all’espansione dell’offerta universitaria che, proprio quest’anno, ha visto l’arrivo di quasi cento nuovi studenti (gli iscritti al corso di medicina in inglese). Una domanda che fatica però a trovare piena soddisfazione a causa della carenza di immobili adatti a studenti e lavoratori in trasferta.

Poiché, come recita il proverbio, “l’occasione fa l’uomo ladro” la fregatura è sempre dietro l’angolo ed oggi con l’avvento dei social è diventato ancora più facile trovare qualcuno da spennare, tanto più se si tratta di giovani alle prime esperienze di vita “indipendente”.  Sarebbero già numerose le denunce presentate alle forze dell’ordine.

Caparre pagate per appartamenti inesistenti

Su alcuni gruppi Facebook malcapitati utenti hanno raccontato di pratiche non del tutto trasparenti e corrette messe in atto da presunti intermediatori immobiliari.

Alcune segnalazioni in particolare parlano di una signora che si dichiara genericamente “agente immobiliare” e che ha pubblicato annunci relativi ad appartamenti in affitto.

Stando alle testimonianze (reperibili sul social) una volta contattata la donna avrebbe convinto le persone interessate a versarle un acconto per “fermare” l’appartamento pubblicizzato “a fronte dell’alto numero di richieste”. La donna avrebbe incontrato gli ingenui “affittuari” in centro a Piacenza e si sarebbe fatta consegnare alcune centinaia di euro senza aver neppure mai mostrato la casa in questione (che ovviamente non esisteva). Sarebbero svariate le persone cadute nella sua trappola ed alcune di loro avrebbero provveduto a denunciarla. Altri truffatori avrebbero agito con modalità similari.

Un servizio che lascia peplessi: 250 euro per una lista di appartamenti

Lascia perplessi anche un altro servizio offerto da “un’agenzia” con sede in città che pubblica su vari siti online annunci di appartamenti in affitto o di stanze condivise. I numerosi annunci sono corredati da foto generiche di tetti o di piazze o talvolta sono privi di immagini (in alcuni casi le foto si riferiscono a città diverse da quelle dell’annuncio).

Gli appartamenti vengono pubblicizzati a prezzi leggermente più bassi rispetto alla media e ne vengono descritte le caratteristiche, i metri quadri, le stanze etc., esattamente come farebbe un qualunque intermediatore.

I clienti contattano i numeri telefonici pensando di avere a che fare con una tradizionale agenzia immobiliare (come il nome farebbe pensare). Invece vengono invitati in un ufficio dove viene loro proposto di sottoscrivere un “contratto” per un servizio: in cambio di 250 euro ricevono un elenco di appartamenti “disponibili” sul mercato, fra cui – si immagina – quello dell’annuncio.

Una delle persone incappate in questo servizio ci ha raccontato di aver pagato la cifra richiesta (senza peraltro ricevere alcuna fattura) ed aver avuto, in cambio, il numero di telefono di un proprietario. L’appartamento era però già stato affittato (era la stessa casa pubblicizzata su un gruppo Facebook, con una lunga coda di interessati). Il cliente ha così ricontattato l’azienda che ha fornito il nominativo di un secondo proprietario: anche questo appartamento è risultato già locato.

Ulteriori tentativi di contatto con “l’agenzia” sono risultati infruttuosi.

Abbiamo visionato il “contratto” che in realtà risulta essere una “informativa per il cliente” e che, a differenza di un contratto, non riporta né i cognomi/ragione sociale né i codici fiscali dei due contraenti. Anzi il nome di chi presta il servizio scritto sul foglio non corrisponde alla ditta che ha sede a quell’indirizzo secondo il Registro Imprese.

Leggendolo l’informativa si scopre che l’azienda in questione “non è un’agenzia immobiliare ma una società che raccoglie annunci di privati che intendono vendere o affittare immobili senza intermediari”. Poco più avanti viene specificato che “le offerte vengono promosse direttamente da privati motivo per cui l’Agenzia non ha possibilità di effettuare controlli e pertanto non ne garantisce la piena attendibilità”.

Un paio di anni fa, a Modena, la Federconsumatori aveva pubblicamente segnalato la poca chiarezza di un analogo servizio offerto da quella che definiva “un’agenzia non agenzia” che operava esattamente con le stesse modalità e con gli stessi costi. Anche perché gran parte (se non tutti) gli annunci pubblicati dall’ agenzia non agenzia” modenese erano di fatto già presenti online e dunque non vi era alcuna “esclusività” del servizio e nessun evidente vantaggio nello sborsare i soldi richiesti. Casi analoghi emergono numerosi da una semplice ricerca con Google.

I consigli di Fiaip per evitare le truffe

La Fiaip, la federazione italiana degli agenti immobiliari professionali ha lanciato insieme al sito WHUIS una campagna di sensibilizzazione contro le truffe immobiliari proponendo un vero e proprio decalogo per evitare fregature. Al punto 3 si raccomanda di diffidare proprio di chi propone, a pagamento, liste di immobili.

Marco Gazzola pres. prov. Fiaip

Fiaip è, in Italia, l’associazione più rappresentativa del settore. Abbiamo contattato il presidente piacentino, Marco Gazzola (in carica da novembre 2021), per avere da lui un commento su queste disavventure capitate ad alcuni aspiranti affittuari. Gazzola premette di non conoscere i casi specifici né le aziende in questione ma si dice stupito di questo modo di agire.

«Questa cosa che mi avete raccontato (la signora che chiede la caparra senza aver nemmeno fatto vedere l’immobile e i 250 euro per avere una lista di possibili locatori ndr) non l’avevo mai sentita nei miei trentadue anni di professione a Piacenza e nei miei vent’anni di vicepresidenza Fiaip».

Nei vari casi che ci sono stati segnalati alle persone interessate è sempre stato chiesto un pagamento anticipato. Non è un modo di procedere strano?

«Sì è proprio questo il punto. L’agente immobiliare sia per le compravendite sia per le locazioni riceve il suo compenso solo all’atto della stipula del contratto, non prima»

Chi cerca casa come fa a difendersi da possibili truffe?

«Innanzitutto è bene assicurarsi che il proprio interlocutore sia regolarmente abilitato all’esercizio della professione e sia quindi iscritto alla Camera di Commercio come agente immobiliare, ed abbia il relativo codice REA. Il consumatore può chiedere riscontro di questo fatto e già con questo primo elemento può capire con chi ha a che fare, se con un professionista regolare o no. Un’ulteriore garanzia è che l’agente sia iscritto ad un’associazione professionale riconosciuta. Noi come Fiaip abbiamo nove mila iscritti in Italia, siamo la federazione più rappresentativa. Essere nostri associati vuol dire fare riferimento ad un preciso codice etico e seguire uno standard operativo nello svolgere la professione, un modus operandi trasparente e sicuro. Anche per questo seguiamo continuamente corsi di aggiornamento e di approfondimento. Diciamo che l’iscrizione all’associazione è già una prima garanzia di serietà. Può essere che un agente “freelance” sia meno portato a lavorare seguendo questi codici di comportamento».

Come agente lei dovrebbe avere sott’occhio la situazione immobiliare di Piacenza. E’ davvero così difficile trovare appartamenti in affitto?

«Le confermo che c’è una grande carenza di appartamenti. C’è molta domanda ma pochissima offerta».

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