Una crisi cardiaca ha “portato via” Carlo Baldini

Stava combattendo da tempo contro una insidiosa malattia ed aveva recentemente avuto problemi al cuore che lo avevano portato anche ad un soggiorno presso l’istituto di riabilitazione di Montescano, nel pavese. Alla fine, proprio una crisi cardiaca, ha domato la sua voglia di vivere e Carlo Baldini è morto  in ospedale, a Piacenza, dove era stato ricoverato. Avrebbe compiuto 72 anni il prossimo marzo. Era uno dei volti più noti della ristorazione piacentina. Aveva mosso i primi passi nella macelleria di famiglia ad Agazzano, bottega poi trasferita in via Felice Frasi, a Piacenza.

Proprio l’esperienza con le carni resterà sempre uno dei suoi punti di forza nella successiva carriera: in tutti i suoi ristoranti una tagliata, un filetto (ed anche i salumi) erano un’esperienza culinaria ai massimi livelli, anche quando l’unica forma di elaborazione era una piastra rovente.

“Carlone” talvolta era capace di essere burbero, scontroso con chi non gli toccava le giuste corde ma i più lo ricordano gioviale, alla mano, pronto a prendere una sedia ed accomodarsi al tavolo con gli avventori. Gli piaceva chiacchierare, raccontare qualche storia del suo ricco repertorio, dispensare consigli, perché no anche sulle affinità delle copie che si trovava davanti (e ci beccava pure).

Aveva gestito il bar ristorante della Nino Bixio, era passato, insieme al fratello Adriano (detto Paolo) per l’osteria del Tempo Perduto in via Calzolai. Aveva successivamente avviato l’Osteria del Bue D’Oro in piazza a Rivergaro, località dove aveva aperto un locale anche il fratello Ginetto, tragicamente morto in un incidente.

Dopo l’esperienza in Val Trebbia era rientrato in città, al Fazzoletto di via Verdi, per approdare infine a Gragnano, alla Piccola Osteria Pane e Salame; quest’ultimo più che un locale pubblico sembrava il tinello di casa sua, aperto agli amici per una semplice merenda in amicizia, “tirando giù” qualche fetta di salume. Debilitato dalla malattia aveva infine deciso di abbassare la serranda e chiudere un lungo capitolo lavorativo.

Se accogliere persone al suo desco è stata, per Carlo, la professione scelta dopo il pensionamento da insegnante di educazione fisica, la vera passione di una vita è sempre stata la pallavolo, giocata prima (in serie A, B ed in nazionale) e vissuta da tifoso dopo. Ai tempi della gloriosa Copra Volley in serie A non c’era partita casalinga a cui Baldini non presenziasse. Fu anche allenatore di volley (a Piacenza con la Libertas ed in Sardegna) e, per non farsi mancare nulla, giocò pure a pallone, nel ruolo di portiere del River Club.

Lascia il fratello Paolo (tornato a gestire il bar della Nino), la sorella Paola ed un nipote a cui era particolarmente legato e che attualmente lavora all’estero.

Ci immaginiamo che se avesse scritto per sé un epitaffio sarebbe stato più o meno così: “Nel ricordarmi più che lacrime versate un bel bicchiere di rosso e brindate alla mia memoria”.

I funerali si terranno domani, venerdì 11 gennaio, alle 15  ad Agazzano, presso la chiesa parrocchiale.

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