Ecco quanto costa la sede piacentina di Medicina in inglese e chi paga

A carico dell’Ausl di Piacenza la fetta più consistente degli stipendi (oltre 500 mila euro quest’anno per diventare quasi 2 milioni e mezzo fra cinque anni). La Regione si occuperà di reperire i fondi per ristrutturare l’ex ospedale militare

Torniamo ad occuparci della neonata sede piacentina della facoltà Medicine and Surgery dell’Università di Parma. Nella prima puntata della nostra inchiesta ci chiedevamo quali fossero i costi di questo corso in inglese e chi (fra Ausl di Piacenza, Regione, Università Comune si faccia (e si farà) carico degli stessi.

Con l’aiuto dell’Ufficio Stampa della Regione Emilia Romagna, siamo riusciti ad avere la famosa “Convenzione quadro” sottoscritta fra i quattro enti sopraccitati, ratificata dalla giunta Bonaccini nella riunione del 26 febbraio 2021 e che avrà una durata di dieci anni dalla sottoscrizione.

Il documento firmato dall’ ing. Luca Baldino, dal prof. Paolo Andrei, dall’avv. Patrizia Barbieri e dal presidente Stefano Bonaccini stabilisce minuziosamente compiti ed oneri di ciascuno dei quattro “soci fondatori” di medicina in inglese e disegna anche le necessità del corso di laurea in termini di organico.

Tralasciando le premesse, che spiegano il perché si sia deciso di investire su un nuovo corso universitario, è interessante concentrarsi sull’art.7  che mette nero su bianco gli impegni reciproci.

Chi farà cosa

In questa fase alla Regione spetterà il ruolo di “capofamiglia” sarà cioè pronta ad assistere gli altri tre soggetti nella realizzazione dei contenuti della convenzione.

In particolare Bologna si è impegnata a «supportare il Comune di Piacenza nell’identificazione e messa a disposizione della sede attraverso … apposite linee di finanziamento finalizzate ad opere di ampia rilevanza urbanistica e di recupero e valorizzazione del patrimonio storico ed artistico della città di Piacenza».

Un punto questo che si è poi concretizzato con il successivo accordo quadro (di cui parleremo più avanti), quello per il recupero dell’ex ospedale militare di via Palmerio. La seconda parte del progetto potrebbe comportare per la Regione un esborso economico tanto più piccolo quanto più brava sarà stata nel “raccimolare” fondi statali.

Nell’immediato non sembrerebbero esservi grossi oneri neppure a carico del Comune di Piacenza che dovrà però provvedere, in futuro, a mettere a disposizione «spazi, strutture, arredi e attrezzature inclusi, nonché ad assicurare all’Università le misure necessarie per un’adeguata accoglienza degli studenti e per le esigenze di funzionamento del Corso di Laurea Magistrale a ciclo unico in Medicine and Surgery (LM-41 Medicina e Chirurgia) con sede a Piacenza». La Regione darà il suo appoggio attraverso Er.Go, l’Azienda Regionale per il Diritto allo Studio.

L’accordo specifica, tra le altre cose che l’Ausl dovrà tenere conto della convenzione «nella progettazione del nuovo Ospedale di Piacenza».

All’Ausl di Piacenza la parte più consistente dei costi ordinari

Sarà proprio l’Azienda Unità Sanitaria Locale di Piacenza ad aprire maggiormente i cordoni della borsa per sostenere i costi “ordinari” del corso di laurea.

Come avevamo spiegato nel nostro precedente articolo l’affitto della sede provvisoria è interamente a carico dell’ente guidato dall’ ing. Baldino a cui spetta «promuovere, anche mediante accordi con altre istituzioni pubbliche o private, la disponibilità provvisoria di locali idonei, arredi e attrezzature inclusi, per le esigenze dell’istituendo Corso di Laurea Magistrale … in attesa della realizzazione della sede definitiva del Corso».

L’Ausl dovrebbe quanto prima sottoscrivere, con l’Opera Pia Alberoni (che attende fiduciosa ed impaziente) un contratto d’affitto di Palazzo Portici, con durata quinquennale, in aggiunta a quello di un anno, già in essere e relativo al prestigioso salone del collegio di San Lazzaro dove attualmente si tengono le lezioni. Non è dato sapere il costo annuo per queste locazioni (la convenzione non fornisce dettagli al riguardo.

Un capitolo di spesa invece minuziosamente dettagliato e decisamente importante in capo all’Ausl è quello legato al personale, dovendo l’ente di via Anguissola farsi carico dei costi per «il reclutamento di personale docente e ricercatore esclusivamente di ambito clinico».

All’Università di Parma spetta invece la copertura dei costi per il «personale docente e i ricercatori di ambito “pre-clinico” e per il personale tecnico amministrativo». Saranno inoltre a carico dell’Università degli Studi di Parma «i costi per le utenze e la gestione della sede definitiva», mentre quelli della sede provvisoria sono competenza dell’Ausl.

L’Università degli Studi di Parma, inoltre «assicurerà l’adeguamento dei propri servizi agli studenti e gli ulteriori strumenti di diritto allo studio (borse di studio e altre forme di sostegno allo studio in base al merito e al reddito)».

Gli accordi tradotti in cifre

Per capire esattamente quanto costa il personale della sede piacentina di medicina bisogna far riferimento agli allegati dell’Accordo Quadro, dove si precisano cifre e consistenza della pianta organica.

Partendo proprio da quest’ultima si scopre che Medicine and Surgery potrà contare il primo anno su un professore ordinario, tre associati, e quattro ricercatori a tempo determinato di tipo B, per un totale di otto docenti.

Il secondo anno i professori raddoppieranno diventando 16, poi 24, 32 40 per diventare 42 al sesto anno (2026/2027): 6 ordinari, 15 associati, 21 ricercatori. Inoltre è previsto personale tecnico, amministrativo e bibliotecario che dovrebbe, fra responsabili ed operativi, partire da circa tre persone per arrivare a massimo una decina al sesto anno (in questo caso il calcolo è più complicato essendo espressi non in persone ma in Punti Organico).

Il costo per il personale a carico dell’università di Parma sarà di 169.512 euro il primo anno per diventare di 904.064 al sesto anno.

Quello a carico dell’Ausl di Piacenza sarà di 565.040 il primo anno per diventare di 2.486.176 il sesto anno.

Difficile quantificare con esattezza quanto incasserà Parma con le tasse Universitarie che per medicina in inglese ed odontoiatria, con l’Isee più alto, sono nel 2021/2022 di 2.725 € (+ 140 di tassa regionale).

Supponendo una media di 2.0000 € a studente il totale dei proventi il primo anno potrebbe aggirarsi intorno ai 200 mila euro, mentre calcolando una media di 1.500 euro raggiungerebbe un totale di 150.000 euro, cifre molto vicine a quelle del costo del personale. Ma come si diceva questo è solo un calcolo ipotetico.

Il protocollo di intesa per l’ex ospedale militare di Piacenza

Il secondo documento che abbiamo visionato è il “Protocollo d’intesa per la razionalizzazione e la valorizzazione di immobili militari presenti nel territorio del comune di Piacenza”, approvato dalla giunta dell’Emila Romagna con delibera del 6 dicembre 2021.

A differenza del precedente accordo di cui pochi conoscevano l’esistenza, del protocollo per la struttura di via Palmerio (firmato anche dal ministro della Difesa Lorenzo Guerini) erano già stati forniti alla stampa ampi stralci.

Tutte le cinque parti in coinvolte – si legge nel testo- «intendono avviare un rapporto di collaborazione istituzionale nel perseguimento dell’obiettivo strategico condiviso di riqualificazione e valorizzazione di un sedime militare in uso alla Difesa ubicato nel centro urbano di Piacenza. In tale prospettiva, attraverso lo strumento della concessione, per il tramite di Difesa Servizi S.p.A., sarà possibile delineare un uso duale militare/civile dell’immobile individuato, in grado di garantire il soddisfacimento delle esigenze istituzionali della Difesa e nel contempo una ricaduta positiva in termini di riqualificazione del tessuto urbano sul quale insiste».

In sostanza dunque l’ex ospedale militare con una superficie coperta di circa 7.670 mq. ed una superficie scoperta di circa 15.500 mq. verrà concesso in uso al Comune di Piacenza per cinquanta anni (con successiva prelazione), con lo scopo di ospitare la facoltà di Medicine and Surgery dell’Università di Parma e sarà anche garantito un contemporaneo uso “militare” (vedi più avanti).

Come si diceva alla Regione spetterà il compito di cercare finanziamenti statali ed europei per la ristrutturazione dell’immobile e se questi non dovessero arrivare, o bastare, di provvedere in prima persona con proprie risorse.

Al Comune di Piacenza spetterà invece il compito di “spianare” la strada amministrativa «attivando, ove necessario, forme semplificate di variazione dello strumento urbanistico …nonché progettare ed eseguire gli interventi di riqualificazione per l’insediamento della Facoltà di Medicina in lingua inglese».

Su questo capitolo l’Ausl giocherà invece un ruolo più defilato collaborando «per assicurare il conseguimento degli obiettivi del presente Protocollo d’intesa».

All’Università di Parma toccherà, tra le altre cose, «implementare il rapporto di sinergia istituzionale con il Ministero della Difesa in merito ad iniziative e progetti di mutuo interesse “ad ampio spettro” nel campo della formazione, della didattica e della ricerca».

I dettagli di questa collaborazione verranno definiti nell’ambito di successivi accordi di programma. Fra le ipotesi quella che l’ex ospedale militare possa servire a formare ed aggiornare personale sanitario delle forze armate, futuri medici ed infermieri “con le stellette” come quelli che sono corsi in aiuto della nostra provincia durante la prima terribile ondata di Covid che colpì duramente Piacenza, nel 2020.

Allo stesso modo non è difficile immaginare che sia il futuro ospedale sia la neonata facoltà di medicina in inglese puntino proprio su una alta specializzazione nel settore delle malattie infettive e della virologia, per non farci trovare impreparati, una seconda volta, di fronte ad una – speriamo lontanissima – ulteriore pandemia.

(Qui potete leggere la prima puntata della nostra inchiesta e qui la seconda).

Publicità

1 commento

LASCIA UN COMMENTO

Inserisci il commento
Inserisci il tuo nome