Franco Trento, il “Patch Adams degli animali” ripresosi dopo la morte del figlio Matteo

Frequentatore del gruppo "A Piacenza chiedilo a me", ha superato la morte del figlio grazie alla passione per gli animali e la prospettiva di un progetto coi bambini negli ospedali e nelle scuole

Franco Trento, il

Franco Trento è una sorta di “Patch Adams degli animali”. Di mestiere artigiano edile, è uno dei tanti frequentatori del gruppo “A Piacenza chiedilo a me”, creato dalla piacentina Claudia Castelli. Franco è di Moncalvo, in provincia di Asti.

La sua storia comincia il 22 settembre del 2016, quando il figlio di Franco, Matteo, si trova Champoluc (Aosta) come chef in un ristorante. Verso le 15 sente suo padre al telefono, stava bene, rideva e scherzava. “Alle 16 mi chiama il pronto soccorso di Aosta dicendomi che Matteo era li in coma, arrivato con l’elisoccorso. Aveva avuto un’emorragia cerebrale”.  

Sembrava si riprendesse, invece non si è più ripreso come prima, è stato portato ad Alessandria ed è morto a 25 anni il 23 dicembre, 2 giorni prima d Natale del 2017, “457 giorni dopo – sottolinea Franco -, Matteo sulla carrozzina ti parlava con gli occhi, per qualsiasi tipo di emozione”. “Quando è mancato io sono crollato. Ho dovuto crescerlo da solo. La mamma veniva una volta alla settimana a vederlo. Perciò mi sono dovuto arrangiare”.  

Franco ha superato il lutto grazie ai suoi due figli avuti dalla seconda moglie, uno di 8 e l’altro di 5 anni, anch’essi legati affettivamente a Matteo. Oltre a loro ha contribuito l’amore verso gli animali che aveva e che ha in casa: le cicogne, le gru coronate, i gufi etc. “Per caso una donna mi ha chiamato per far vedere le foto dei miei animali a suo figlio ricoverato in ospedale. Mentre facevo vedere le foto tantissimi altri bambini sono accorsi a vedere le foto degli animali. Da li mi è venuta l’idea di regalare un po’ di felicità a questi ragazzini e a tutti coloro che abbiano interesse per gli animali e la natura”.  

Franco decide così di creare un gruppo Facebook per convogliare, come gli era stato suggerito dal personale dell’ospedale che frequentava, una quarantina di persone, tra cui veterinari come Claudio Aimone e Martina Chiappini e un etologo, Pierluca Costa. Si è appoggiato a privati, a fattorie didattiche etc. per creare una fattoria virtuale, allargata a “parco faunistico”. Lo scopo è far vedere animali ai bambini, insegnando loro le peculiarità di ciascuno, non solo che deve essere ucciso per essere mangiato. “Mai deve esserci maltrattamento di animali o vendita – continua Franco -, una scelta precisa del gruppo è non utilizzare foto di animali da macello. Nessuna foto è presa da Internet”.    

Nel gruppo, chiamato “Bambini e passione per ANIMA-LI” ci sono tanti genitori che hanno figli con problemi di varia natura, o che hanno perso figli. I genitori sono felici di vedere un gruppo come questo, perché è un pulito, fatto per tutta la famiglia, con un’anima. Si possono vedere tanti momenti di vita quotidiana dell’allevatore. Attualmente il gruppo conta 3425 persone in 40 giorni di apertura.

“L’obiettivo è andare nelle scuole, o negli ospedali per mostrare le foto degli animali, e chiamare in vivavoce l’allevatore in modo che possa rispondere alle domande dei più piccoli. Sono venuti a casa mia già molte persone. La mia gioia è vedere ragazzi sulla carrozzina, che non possono parlare, e vederli parlare con gli occhi come faceva Matteo”. 

Questo gruppo nato su Facebook si trasformerà presto in associazione, se tutto andrà come deve andare, in modo tale che chiunque voglia operare come volontario possa farlo nella propria zona di residenza.

GALLERY dal gruppo Facebook (per gentile concessione di Franco)

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