Ghisolfi e l’importanza dell’educazione finanziaria

Presentato in Banca di Piacenza "Banchieri" per raccontare 35 storie di vita

L'educazione finanziaria secondo Giuseppe Ghisolfi
Corrado Sforza Fogliani e Giuseppe Ghisolfi in Sala Panini

“In Italia se ne parla troppo poco, si preferisce dare spazio ai programmi di cucina. Ma l’educazione finanziaria è una materia seria che andrebbe divulgata con maggior rigore, in altri Paesi viene insegnata a scuola”. Così si è presentato ieri Beppe Ghisolfi, autore del libro Banchieri, durante un dialogo alla Banca di Piacenza con Corrado Sforza Fogliani. Ghisolfi è vicepresidente di ABI (Associazione Bancaria Italiana) e presidente della Cassa di Risparmio di Fossano.

“Se distruggiamo il sistema bancario, cosa rimane? Purtroppo c’è questa tendenza a parlare male sempre e comunque, e soprattutto delle persone che ci lavorano. Con questo libro ho voluto prendere ad esempio 35 storie di persone che lavorano come matti. Sicuramente su 500 banche italiane 7 si comportano male, commettendo errori. Ma non si può criminalizzare un sistema per 7 banche”. Sforza Fogliani aggiunge che Ghisolfi “è stato il primo a fare educazione finanziaria, rendendo semplici concetti difficili come quelli finanziari. L’educazione finanziaria è tipica d’altronde delle banche di territorio, perchè è necessario lottare costantemente con la concorrenza e far capire alle persone quali sono i prodotti buoni e quali cattivi”. Questi ultimi hanno portato spesso al fallimento molte banche ma, spiega Ghisolfi, “capita continuamente che le banche falliscano, ma altre banche arrivavano in soccorso, perciò questo non faceva notizia. Dopo la Lehman Brothers sono fallite 500 banche. In Italia sono stati dati 13 miliardi dalla Banca d’Italia alla Montepaschi.Purtroppo noi abbiamo molti facchini, ma pochi dirigenti”. 

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