Il giovane cantautore Matteo Pisotti pubblica il nuovo singolo intitolato “Batistuta”

Il cantautore piacentino Matteo Pisotti publica Batistuta, nuovo singolo

Si intitola Batistuta il nuovo singolo che il 21enne cantautore piacentino Matteo Pisotti ha pubblicato da poche ore su Itunes e Youtube e che vi proponiamo in calce a questo articolo.  Un brano estivo, accattivante.

Partiamo proprio dal titolo: cosa significa?

«Diciamo che il protagonista della canzone vorrebbe essere come Batistuta, indossare come lui la maglia numero nove ed essere un fuori classe, scrivere canzoni come Bennato ed invece si rende conto che, senza la persona per cui la canzone è scritta, “tutta la vita è in salita, senza di te non sono niente”».

Insomma alla fine è una canzone d’amore

«Si, assolutamente ed allo stesso tempo è un singolo leggero, fresco, senza troppi pensieri e ragionamenti alle spalle».

Quante canzoni hai già pubblicato?

«Questa è la settima canzone. Avevo pubblicato un EP di cinque brani uscito verso la fine del 2017 che si chiama “Matteo Pisotti EP” ed il singolo ”Autunno a Cuba”».

Quale è il tuo brano preferito?

«Non ne ho in realtà uno in particolare. Mi piacciono tutti. Quest’ultimo, Batistuta, è forse il pezzo un po’ più maturo nella scrittura».

Da quanto tempo suoni e canti?

«Suono la chitarra da quando avevo nove anni e ho preso lezione da diversi maestri. Quanto al canto … anche qui è da parecchio che lo coltivo; intorno ai diciassette anni ho iniziato anche a prendere lezioni e lo ho fatto per un triennio».

Chi ti ha trasmesso la passione per la musica?

«Nessuno in particolare a dire il vero anche se mio zio suona il piano, mio cugino la chitarra, ma è più che altro una cosa mia, nata così … naturalmente.»

Vorresti che la musica fosse la tua professione o resti ancorato con i piedi per terra e ti prepari per fare qualcosa di diverso da grande?

«Sarei falso se dicessi di non avere come sogno nel cassetto quello di vivere con la musica. Ma nel frattempo studio economia in Cattolica e mi devo laureare a fine luglio».

Come è Piacenza dal punto di vista musicale? Addormentata o viva?

«Se devo trovare un difetto direi che ci sono poche realtà. D’altro canto le poche che esistono sono composte da persone che si danno molto da fare. Soprattutto negli ultimi anni c’è stato un salto in avanti, un’apertura verso gli artisti più giovani che sono pochi e che è giusto supportare. C’è tanto lavoro da fare ma ci sono ad esempio titolari di locali che sono molto “accoglienti e determinati” nel creare piano piano belle realtà. Ci sono varie cose degne di nota fra cui mi piace ricordare Propaganda 1984, ragazzi giovani che organizzano il Bleech  Festival (l’edizione 2018 si terra dal 31 agosto al 2 settembre n.d.r.). Un evento bellissimo, una ventata di aria fresca nella sonnacchiosa Piacenza».

 

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