Giulia, studentessa “piacentina” in Gran Bretagna: “Qui sistema sanitario fragile, Johnson vergognoso”

Giulia, studentessa

Anche i Paesi più refrattari a prendere provvedimenti si sono resi conto che il Coronavirus va trattato come una emergenza nazionale, o almeno come allerta. La Gran Bretagna pare essere lo Stato più difficile da convincere della pericolosità di Covid 19. Nei giorni scorsi una frase del premier Boris Johnson riportata da molti media internazionali, e dal Corriere della Sera, ha suscitato non poche perplessità: “Molte famiglie perderanno i loro cari”.

Stando alla mappa della Johns Hopkins University, usata spesso dalla Protezione Civile per tenere monitorata la situazione Covid19 a livello mondiale, attualmente sono 1395 i casi confermati in Gran Bretagna. Ma secondo stime possono essere anche 10 mila i contagi non confermati.

Abbiamo chiesto a Giulia Porfido, studentessa piacentina di lingue presso l’Università del Kent, com’è la situazione oltremanica. Emerge molta delusione: “Trasferirmi in Inghilterra è sempre stato il mio sogno fin da quando ero un’adolescente ma, in questo momento, vorrei essere in Italia. Boris Johnson ha promosso la cosiddetta “Immunità di gregge”: un comportamento del genere è assolutamente vergognoso e da dimissioni immediate.   

Per immunità di gregge si intende un meccanismo per cui l’agente patogeno non trova soggetti da infettare, rendendo protetti per via indiretta anche i suscettibili. Questo perchè la maggior parte di una popolazione è immune nei confronti di una infezione perché l’ha contratta o è stata vaccinata.

Inoltre, l’NHS, il sistema sanitario inglese, non è all’altezza di fronteggiare questa emergenza e se il numero di contagiati dovesse aumentare vertiginosamente, sarebbe un disastro epocale. Ho sempre pensato che il Regno Unito fosse un grande Paese, ma mi sbagliavo nettamente. In questo momento, non mi sento al sicuro, qui, nel Regno Unito. Il mio Paese è chiuso e non posso tornare a casa”.  

Infine Giulia chiede alla sua Univeristà di “chiudere tutto”. “Questa emergenza non è da sottovalutare. Il virus esiste ed è altamente contagioso. Imploro, soprattutto, la Farnesina e il Consolato Italiano di attuare procedure per noi cittadini italiani residenti nel Regno Unito”.  

Forse in queste ore, timidamente, qualcosa sta cambiando: la celebre parata dedicata a San Patrizio, che puntualmente si svolge a Londra e in Irlanda il 17 marzo di ogni anno, è stata annullata.

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