Ha aperto a Piacenza il primo punto di ritiro Ikea. Siamo andati a vedere come funziona

Da oggi è possibile ritirare direttamente al polo logistico ordini di peso complessivo oltre i 50 kg. ma, se i piacentini apprezzeranno il servizio, il limite potrebbe presto scomparire. Siamo entrati nel deposito 2, lungo un chilometro (Galleria fotografica)

Circa trent’anni fa Piacenza compì una delle tante scelte miopi e poco lungimiranti che purtroppo sembrano far parte del DNA di questo territorio, dalla defenestrazione di Pierluigi Farnese in poi.

Ikea aveva infatti deciso di aprire nella nostra città (oltre al gigantesco centro logistico) un suo negozio, vista la posizione geografica mediana fra Milano, Parma, Cremona, ideale dunque per servire un vasto territorio.

Come ebbe a raccontarci l’avvocato Giovanni Magnaschi, all’epoca presidente dell’associazione industriali, vi furono veti incrociati della politica e di alcune categorie economiche e così non si fece nulla. Ikea aprì a Parma prima e a San Giuliano poi ed i piacentini dovettero sorbirsi inutili spostamenti per fare acquisti nei negozi del colosso svedese che avrebbe potuto avere sotto casa.

Perché tanto il “niet” piacentino non fermò i pellegrinaggi famigliari verso la casa del design scandinavo ma li rese solo più scomodi.

Finalmente, oggi, si è posto un parziale rimedio alla poco intelligente scelta del passato: a Le Mose ha ufficialmente aperto il primo punto di ritiro italiano di Ikea che non è un negozio ma … quasi.

Il sistema è molto semplice si ordina online sul sito (oppure in uno dei negozi fisici) e si fissa la data in cui ci si recherà personalmente a ritirare la merce presso il gigantesco deposito Numero 2 di Piacenza, un colosso lungo 1 chilometro e largo 200 metri in cui i dipendenti, viste le distanze, girano in bicicletta.

La merce (salvo eccezioni e festivi) può essere ritirata già il giorno successivo recandosi con la propria auto presso il magazzeno del polo logistico.

Sante Quattrone il primo cliente ad usare il servizio IkeaLa settimana scorsa si sono aperte le prenotazioni ed oggi, giorno dell’inaugurazione ufficiale del servizio, c’erano già diciassette carrelli pronti per la consegna. Il taglio virtuale del nastro è stato compiuto dal signor Sante Quattrone, spedito dalla moglie a ritirare due cassettiere che, miracolosamente, sono riuscite ad entrare nella piccola utilitaria.

Al momento il limite unico imposto all’utilizzo del punto di ritiro è quello del peso complessivo dell’ordine che deve raggiungere almeno i cinquanta chili. Può essere composto da più oggetti ma la somma degli stessi deve raggiungere questo tetto minimo (per gli ordini di peso inferiore al momento è possibile utilizzare il servizio di consegna pacchi leggeri che parte d 4,90 €).

Il vantaggio del ritiro diretto rispetto alla spedizione con corriere è quello di accorciare i tempi fra l’ordine e la disponibilità della merce e di non dover attendere a casa l’arrivo della consegna.

In ogni caso Nicoletta Basile, amministratore delegato di Ikea Italia Distribution, non esclude che il servizio inaugurato oggi non possa estendersi anche a consegne al di sotto dei 50 chilogrammi.

«Questa che parte oggi è una fase iniziale che potrà subire modifiche in futuro anche in base alle risposte ed alle richieste che riceveremo dai clienti. Se apprezzeranno il servizio (e siamo sicuri che sarà così) valuteremo l’estensione anche a consegne senza limitazioni di peso. Facciamo un passo alla volta. Intanto oggi festeggiamo la partenza di un servizio a cui pensavamo da tempo. Diciamo che ora ci mettiamo in ascolto del cliente e delle sue esigenze e siamo pronti a rimodellarlo anche a breve».

Come mai avete deciso di lanciare questo punto di ritiro?

«Vogliamo essere un’azienda sempre più accessibile, multicanale, vicina ai clienti. Questo per noi è anche un modo per aprire i nostri depositi ai clienti finali, per confrontarsi con loro, per far conoscere come lavoriamo».

Quante persone avete dedicato al servizio?

«Abbiamo costruito una squadra di dieci dipendenti, un team in grado di lavorare su più ambiti. Per questo abbiamo fatto fare, a tutti loro, un periodo di formazione presso il negozio di Brescia, perché imparassero cosa vuol dire rapportarsi con i clienti, quali sono le esigenze che possono avere, come si possono aiutare e servire. Per noi questa esperienza ha anche un altro valore aggiunto: dal confronto fra i servizi logistici ed i clienti finali possiamo assumere maggiore consapevolezza, toccare con mano la parte ultima di un processo e, se è il caso, intervenire anche per migliorarci».

Quante persone lavorano in questi depositi piacentini e quali negozi servite?

«Fra il deposito uno e due siamo circa 1.100 persone, di cui trecento dipendenti diretti Ikea ed i restanti dipendenti di aziende partner. Da qui serviamo i negozi di dieci paesi: Italia, Francia, Svizzera, Grecia, Cipro, Turchia, Israele, Giordania, Qatar, Egitto. In questa parte dove abbiamo aperto il punto di ritiro inoltre gestiamo gli ordini dell’online».   

 

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