Infiltrazioni ‘ndrangheta, Pagani: “Serve una Commissione Regionale Antimafia”

Già candidata con Paolo Rizzi nel 2017 con la lista civica Piacenza Più, ora si batte per Bonaccini di nuovo presidente della Regione

Recentemente schieratasi al fianco di Stefano Bonaccini nella sua corsa verso la conferma come presidente della Regione Emilia Romagna, Caterina Pagani già candidata alle scorse Amministrative, sostiene l’importanza della lotta alla ‘ndrangheta in tutte le sue forme, proponendo la creazione di una Commissione Regionale Antimafia. 

“In relazione alla maxi operazione anti ‘ndrangheta appena conclusa dalle Forze dell’Ordine – sostiene -, che ha messo in evidenza una relazione stretta tra cosche, politici, professionisti e funzionari dello Stato, colgo in questo episodio l’ennesimo segnale di una situazione emergenziale, che riguarda non solo la Calabria ma anche molte regioni del Nord.

Nel ringraziare le Forze dell’Ordine che hanno permesso di arrivare a questo importante risultato, non possiamo non rilevare che una rete delle proporzioni di quella smantellata oggi rappresenta un chiaro fallimento del sistema dei presidi per la prevenzione di queste infiltrazioni. L’Emilia-Romagna e Piacenza non sono esenti da questi fenomeni che hanno portato alle cronache anche in nostri territori per fatti di natura simile”.

La proposta va in una direzione ben precisa: “Sostengo, come già proposto da altri, la creazione di una Commissione Regionale Antimafia. Ma ritengo che la salvaguardia di un aspetto così importante della nostra società richieda competenze specifiche. Sto pensando quindi non a un presidio politico ma un organismo i cui membri abbiano esperienza diretta e recente nel settore, a figure di tipo tecnico con un supporto istituzionale di alto livello. Laddove le modalità di infiltrazione malavitosa cambiano rapidamente e diventano sempre più sofisticate, la società civile deve mettere in campo risorse estremamente efficaci nell’attività di vigilanza, capaci di intercettare i tentativi di infiltrazione o anche solo le vulnerabilità del nostro sistema di governance.

Questa è una battaglia di cui si vede solo la cima dell’iceberg, ma le forze dell’ordine ed i recenti arresti ci dicono che è su questo terreno che si misurerà anche la nostra Regione ed il suo sviluppo nell’immediato futuro”.

Isole Åland
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