La scarsa dimestichezza del consorzio di Bonifica di Piacenza con l’online

Non solo il Consorzio, in una decina d'anni, non è stato in grado di predisporre elezioni telematiche (come statuto e legge regionale prevedono) ma non conosce neppure bene il mondo dell'informazione online

Che il Consorzio di Bonifica di Piacenza abbia una qualche difficoltà con il mondo online è fatto notorio. Nonostante il suo statuto ed una legge regionale prevedano, da tempo, il voto elettronico a distanza, in occasione delle ormai prossime elezioni gli aventi diritto esprimeranno ancora la loro preferenza secondo le vecchie regole.

Una decina d’anni non sono stati sufficienti al consorzio piacentino (e ad altri italici consorzi di bonifica) per approntare un sistema di votazione online sicuro ed a prova di brogli. Un fatto di non poco conto perché il voto con queste modalità avrebbe allargato (di molto) la base elettorale e magari anche fatto registrare un risultato a sorpresa ed in discontinuità rispetto al passato. Chissà avrebbe potuto regalarci una “governance” meno ancorata al passato ed un po’ più proiettata, se non verso il futuro, almeno verso il presente.

La scarsa dimestichezza del Consorzio di Bonifica di Piacenza verso la Rete è dimostrata anche da un recente episodio che ci vede inconsapevoli “vittime”.

Il Consorzio, come è noto, è spesso prodigo di investimenti pubblicitari su testate giornalistiche piacentine, cartacee ed online. Proprio in vista delle prossime elezioni per il rinnovo del consiglio di amministrazione ha deciso di rendere note le modalità di convocazione dell’assemblea elettiva attraverso l’Albo Consortile e quello Pretorio Telematico oltre che attraverso il proprio sito. Modalità che potevano essere ampiamente sufficienti; bastano per le ordinanze comunali …. ma per il consorzio evidentemente no.

Ad abundantiam dunque l’ente delle bonifiche (DELIBERAZIONE N.279 IN DATA 24 SETTEMBRE 2020 DEL COMITATO AMMINISTRATIVO) ha deciso di spendere qualche migliaio di euro (6.600 euro per l’esattezza) per pubblicare il relativo comunicato sulle testate cartacee Libertà, Corriere Padano e Nuovo Giornale e sui quotidiani online locali Piacenza Sera, Il Piacenza, Piacenza 24 , La Gazzetta dell’Emilia & dintorni, Il Mio Giornale. Net.

Un elenco alquanto curioso visto che comprende una testata certamente non peculiarmente piacentina come la Gazzetta dell’Emilia (la sede è a Parma) ed esclude invece (almeno) un altro quotidiano telematico regolarmente registrato presso il tribunale di Piacenza, PiacenzaOnline cioè noi.

Eppure, in Strada Valnure, nel trovare i nominativi a cui inviare le bollette consortili solitamente sono molto efficienti. Nel nostro caso invece nonostante siamo presenti nel panorama informativo locale ormai da qualche anno, nonostante ogni giorno alcune migliaia di lettori ci degnino della loro cortese lettura, nonostante circa 12 mila persone ci seguano su Facebook e qualche altra migliaia su Instagram e Twitter, per il Consorzio di Bonifica di Piacenza … evidentemente non esistiamo ed infatti oltre a non aver mai riversato sul nostro quotidiano neppure un centesimo di investimento pubblicitario non ci invia neppure i comunicati stampa (che se riteniamo siano di interesse per i lettori sono addirittura “Gratis et amore Dei”).

Evidentemente noi di PiacenzaOnline siamo trasparenti come le acque irrigue che defluiscono nei canali consortili.

Certo, non siamo ipocriti, la pubblicità (ed i  relativi fatturati) fanno comodo a tutti e quindi non riceverne ci rattrista. A dispiacerci è soprattutto il fatto che, non conoscendoci, i vertici del consorzio in tutti questi anni si saranno certamente persi i vari articoli di critica che abbiamo scritto nei loro confronti, a partire proprio da quelli in cui ci chiedevamo che senso abbia per un consorzio spendere cifre consistenti in comunicazione e pubblicità; come ad esempio le decine di migliaia di euro stanziate per l’inaugurazione in pompa magna della aumentata capacità della diga di Mignano.

Domanda a cui ci sarebbe piaciuto avere una risposta oltre che come giornalisti anche come cittadini costretti, obtorto collo, a pagare quote consortili (senza sapere esattamente a cosa servano). Visto che non ci leggono …. (anzi neppure ci conoscono) purtroppo continueremo ad aspettare invano. Ce ne faremo una ragione: del resto dicevano i greci “Panta rei” tutto scorre, nella vita come nei rivi urbani.

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