Le elezioni online del consorzio di bonifica sono possibili: la Regione ha il fornitore sotto casa ma “non lo sa”

Il sottosegretario Davide Baruffi, aveva parlato di problemi gestionali, legati a privacy e segretezza Ma proprio a Bologna c'è una società pubblica che, da anni, gestisce votazioni a distanza per conto delle Università italiane

Le elezioni per il rinnovo del consiglio di amministrazione del Consorzio di Bonifica di Piacenza sono state, per mesi, al centro di un acceso scontro fra gli attuali vertici dell’ente di strada Valnure ed alcune associazioni fra cui Confedilizia, Legambiente , Italia Nostra,  Amici del Nure.
Le votazioni in presenza sono state fissate due volte e due volte rinviate, in un caso per decisione del giudice – che aveva accolto un ricorso d’urgenza -, la seconda volta per scelta della Regione Emilia-Romagna che ha ritenuto (dopo parecchie sollecitazioni venute da più parti) incompatibile con l’attuale emergenza sanitaria la chiamata ai seggi di migliaia di persone ed ha rinviato tutto a data futura (previo via libera dell’Ausl di Piacenza).
Nel frattempo si è fatta ancor più robusta la voce di chi chiede che queste elezioni non si svolgano in presenza ma online, non solo a causa della pandemia ma anche per dare piena attuazione allo statuto stesso del consorzio che prevede le elezioni a distanza da ormai dieci anni.
Verrebbe così data rappresentatività a tutti gli utenti che pur avendo diritto al voto (149 mila circa) storicamente non si recano ai seggi, lasciando che a scegliere i consiglieri dei consorzi siano in pratica le associazioni di categoria a partire dagli agricoltori, passando per industriali, artigiani e commercianti.
Permettere a chiunque di votare da casa con un Pc o uno smartphone – sostengono Confedilizia, Legambiente ed altri  – renderebbe molto più democratico il processo.

Perché allora fino ad ora non è stato possibile farlo?

La Regione Emilia-Romagna, cui spetta la parola definitiva sul tema, sostiene di aver analizzato la questione elezioni online, discutendone con Lepida (la società informatica regionale) ma come ha spiegato recentemente il Sottosegretario alla Presidenza della Giunta regionale, Davide Baruffi, sul voto elettronico “non presidiato” «permangono problemi gestionali, legati ai temi della segretezza del voto, della privacy e della riservatezza.  Abbiamo avviato da tempo un confronto con Lepida per valutare tutti gli aspetti».
Nel frattempo Confedilizia ha teso la mano allo stesso Consorzio e si è detta disponibile a dare una mano per individuare soluzioni informatiche ad hoc che possano garantire segretezza e sicurezza. Una possibile strada di dialogo che ci si augura non cada nel vuoto e che potrebbe portare, magari anche a breve, a concretizzare, ciò che si attende da un decennio.

Se infatti Lepida non ha mai avuto esperienze dirette sul fronte di elezioni online, ci sono in Italia almeno tre realtà che hanno piattaforme costruite ad hoc.

Una di queste, fra l’altro è   un’organizzazione pubblica che, vanta una vasta esperienza nel settore: si tratta di Cineca il consorzio che si occupa della gestione dei processi informatici per conto delle Università Italiane. Ha anche collaborato, in passato con la Regione Emilia-Romagna e con la stessa Lepida ed ha la sua sede principale proprio a Bologna, ad una dozzina di chilometri dagli uffici di Stefano Bonaccini e Davide Baruffi.  Insomma la soluzione sembrerebbe essere sotto casa della Regione. L’importante sarebbe volerla davvero cercare.

Per dare una mano ai vertici di via Aldo Moro ci siamo rivolti a Cineca per capire come funziona un’elezione online e se sarebbe applicabile anche ad enti come i consorzi di bonifica. Leggete qui l’intervista.

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