Medicina in inglese: nella sede di Piacenza si attendono gli ultimi 16 studenti 

Nel complicato gioco ad incastri degli scorrimenti la nuova facoltà si avvicina all’esaurimento dei 60 posti riservati agli studenti comunitari. Già completi i 40 per “stranieri” - NOSTRA INCHIESTA

Il corso universitario di Medicine and Surgery, ospitato presso il salone degli Arazzi del collegio Alberoni di Piacenza non è ancora “sold out” ma gran parte dei “giochi” è ormai fatta. In totale i posti disponibili sono cento per ogni anno. Sessanta sono riservati a cittadini europei e quaranta a cittadini extra europei. All’ultimo scorrimento, quello avvenuto mercoledì 26 gennaio, su 60 posti riservati agli studenti comunitari 46 risultavano già occupati e 14 ancora liberi. Già tutti esauriti invece i posti riservati agli studenti non comunitari. Perché il corso si “saturi potrebbe volerci ancora un mesetto, forse qualcosa in più. Del resto il meccanismo di ingresso a è piuttosto complicato e spesso gli aspiranti dottori commettono errori strategici che magari costano l’agognata ammissione o talvolta la ritardano.

Il complicato meccanismo di ingresso con gli scorrimenti

Sia per medicina in italiano sia per il corso in inglese gli aspiranti studenti devono affrontare un esame d’ammissione (quello in inglese si chiama IMAT) che permette di essere inseriti in una graduatoria. L’aspirante studente, al momento dell’iscrizione all’esame, esprime da una a N. preferenze. Incrociando i posti disponibili in ciascuna Università con le preferenze espresse dagli studenti e con i punteggi ottenuto al test si ottiene la soglia minima di ammissione per ciascuna sede. Il giovane potrà accedere ad esempio alla settima delle sue dieci università prescelte ma potrà anche decidere di attendere l’esito degli scorrimenti (uno alla settimana) sperando di poter scalare posizioni e magari arrivare “vicino” alla propria prima scelta.

Un gioco ad incastri che formalmente dura sino a settembre dell’anno successivo ma che di solito si chiude entro il primo semestre per evitare di perdere troppe lezioni ed esami.

Quest’anno per quanto riguarda i corsi di medicina in italiano le università dove è più difficile entrare (perché hanno pochi posti o sono molto richieste o per entrambe le ragioni) sono Milano Bicocca (punteggio minimo utile per l’ammissione 55.6) e poi Bologna (51,1), Milano (48), Pavia (47).  La sede dove è richiesto il punteggio più basso è Messina (36,9), preceduta da Catanzaro (36,9), TD della Calabria (37,2), Palermo MedIT (37,2). Ad ogni scorrimento la soglia di ingresso si abbassa di qualche punto, facendo così entrare studenti prima esclusi.

Quattordici facoltà di medicina in inglese

Le facoltà di medicina in inglese in Italia, con l’arrivo della sede piacentina sono in totale 14. Milano è la facoltà che richiede il punteggio minimo d’ingresso più alto (43,3), seguita da Bologna (42,6) e Roma La Sapienza (40,4). Il punteggio di partenza più basso è quello richiesto da Messina (43 punti diventati 33,7 all’ultimo scorrimento) preceduta da Bari (43,3), Napoli Vanvitelli (43,8) e Parma sede di Piacenza (44,5 diventati 35,3 all’ultimo scorrimento).

La facoltà piacentina è stata ufficializzata “last time”, quasi a ridosso del test e non tutti gli studenti l’hanno inserita tra le loro opzioni. Inoltre ha una buona dotazione di posti (60) ed infatti è quarta dopo Pavia (103 posti), Bologna e Torino (entrambe 70 posti). Tradizionalmente le facoltà “in cima alla lista” esauriscono i posti in pochi scorrimenti. Quest’anno Bologna è risultata al completo già al quinto (avvenuto il l’11  novembre), Milano al sesto,  Roma La Sapienza al nono e così via. Fra le facoltà del nord, in passato l’ultima a saturarsi era Torino che quest’anno cederà il posto a Piacenza, per la quale sarà necessario un po’ più tempo per esaurire i posti disponibili.

I giochi ad incastro e la scelta fra medicina in italiano ed in inglese

Molti giovani tentano sia il test in italiano sia quello in inglese e se ammessi ad entrambe la scelta spesso cade sulla facoltà tradizionale. Per questo lo scorrimento delle università in lingua è molto più ampio, con un tasso di rinuncia superiore al 50% già nei primi giorni. I futuri medici giocano spesso su due scacchiere contemporaneamente e se non sono pienamente soddisfatti dell’opzione disponibile attendono fino alla sessione estiva (a volte anche oltre) per conquistare il posto preferito. Mano a mano che alcune caselle si riempiono, altre si liberano ed il puzzle lentamente si compone.

Qui potete leggere il primo articolo della nostra inchiesta e qui la terza puntata che spiega quanto costa la facoltà e chi se ne fa carico

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