Nuove scintille fra Levoni ed il sindaco Barbieri

Vivace scambio di vedute oggi in consiglio comunale fra il consigliere ed il primo cittadino. L'associazione Liberali difende il proprio esponente

Il consiglio comunale di oggi ha vissuto una serie di botta e risposta fra maggioranza ed opposizioni, in particolare legate alla recente uscita del consigliere Christian Fiazza che aveva criticato le presunte assenze dell’assessore Erika Opizzi (legate al matrimonio ed alla gravidanza) salvo poi scusarsi.

Si è anche vissuto una nuova puntata di quello che potremmo definire “un matrimonio in crisi” ossia quelle fra i liberali (Levoni ed Ultori) e la maggioranza.

In particolare nella seduta odierna Levoni si è schierato a difesa della minoranza nei confronti della quale – a suo dire – la Giunta non sarebbe sempre stata rispettosa.

Ne è seguita una piccata risposta da parte del sindaco Patrizia Barbieri che ha rispedito al mittente le accuse dicendo di avere massimo rispetto per tutti e di non farsi condizionare da nessuno.

Parole che però non hanno convinto l’Associazione Liberali piacentini che, in un comunicato stampa, manifesta la sua piena solidarietà al Consigliere Antonio Levoni, oggetto – scrivono i liberali – «di una filippica tanto smodata quanto banalmente inconcludente».

«Davanti alla stessa, perché non vi siano equivoci – continua il comunicato –  l’Associazione ritiene peraltro doveroso precisare che i Consiglieri liberali non hanno mai chiesto e ottenuto niente: hanno a suo tempo suggerito un nome (e si è verificato una volta sola) – che anche ultimamente, tra l’altro, ha ottenuto in Consiglio l’unanimità dei consensi – e solo su precisa richiesta. Se essere in maggioranza significa ubbidire alle scelte di altri acriticamente accettate per ottenere, magari, posti di sottogoverno, i Liberali si ritengono assolutamente fuori da sempre dalla maggioranza. Quindi, non debbono fare nessuna scelta. Se, invece, essere nella maggioranza non significa rassegnarsi alla situazione attuale di chiusura alla città, ma insistere perché la maggioranza affronti con determinazione i problemi generali (come s’è fatto per i rivi urbani e come si dovrebbe fare anche per tanti temi del programma elettorale, come la bonifica); o se significa, ancora, un confronto costruttivo tra differenti opinioni e decisioni conseguenti, assunte da tutti e non da uno o una per tutti, allora i Liberali si considerano di maggioranza, sempre disposti a convincersi delle altrui opinioni solo che esse siano meditate e di generale interesse».

Il comunicato si conclude con un riferimento alle prossime elezioni: «Specie in questo momento nel quale occorre evitare che supinamente accettare significhi automaticamente condividere davanti all’elettorato, impegnato prossimamente in una consultazione che potrebbe decidere l’avvenire non tanto dell’Emilia quanto dell’Italia intera, i Liberali ribadiscono di voler portare il proprio contributo, sempre senza nulla chiedere, paghi del dovere compiuto».

 

 

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