Tornano di moda le “parigine”. Tampellini (La Dolciaria): “Pericolose per il ciclista”

Alessandra Tampellini, "ciclista - commerciante", ed ex vicepresidente dell'Unione Commercianti, dice la sua in merito alla richiesta di Sara Soresi (FdI) di delimitare la pista ciclabile in prossimità del semaforo alla fine dello Stradone Farnese con le parigine.

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Sara Soresi (Fratelli d’Italia) ha portato all’attenzione dell’aula consiliare il problema della “sosta selvaggia” all’incrocio tra Stradone Farnese e Corso Vittorio Emanuele, che costringe i ciclisti ad uscire dai confini della pista ciclabile.

La Soresi ha dichiarato che i ciclisti così sono esposti ad un inutile pericolo, e ha proposto l’installazione di alcune parigine, per ovviare la situazione, parere che ha trovato l’appoggio dell’assessore alla mobilità Paolo Mancioppi. E’ una soluzione plausibile?

Abbiamo chiesto ad Alessandra Tampellini, ex vicepresidente dell’Unione Commercianti, e ciclista – commerciante lei stessa, proprietaria del negozio “La Dolciaria” a Barriera Genova, cos ane pensasse di questa misura. “Come tutte le cose serve manutenzione, pensiamo di risolvere la situazione mettendo nuove restrizioni quando basterebbe il buon senso. E’ inutile inserire parigine che poi vengono disarcionate o vandalizzate, e poi sono un pericolo per il ciclista, un ostacolo, non una soluzione. E poi spesso le ciclabili sono invase da pedoni”.

Le cronache inoltre riportano gravi incidenti causati dalle parigine, in particolare quelle presenti a poche decine di metri dalla zona interessata dalla proposta della Soresi. Nel 2015, un commerciante dichiarava a Libertà: “La posa delle parigine non ha fatto altro che provocare incidenti e danneggiare il commercio”. E poi ancora “Corso, parigine abbattute da un’auto. Traffico in tilt”, 23 ottobre 2015. L’on. Tommaso Foti aveva dichiarato nel 2016: “Dopo, parigine, biscotti e lingue di suocera, quali altri ingombri sulle strade?”.

Sul tema si era espressa anche la compagna di partito Gloria Zanardi nel 2017, quando apparteneva al Gruppo Liberi, con riferimento alla sezione di parigine del Corso.

“La pista ciclabile è stata tracciata nella parte attigua al marciapiede con il posizionamento, a fini delimitativi, delle “parigine”. I dehors dei locali rimangono esterni alla pista ciclabile, così come l’area riservata al carico e scarico e al parcheggio per i disabili.

Nel chiedere delucidazioni in merito a tale scelta agli assessori competenti, sollevo qualche perplessità: i ciclisti che percorreranno la pista ciclabile dovranno evitare sul loro percorso coloro che necessariamente dovranno attraversare la stessa per raggiungere i dehors (camerieri e clientela degli esercizi commerciali) ed i veicoli, nel caso di carico e scarico, con conseguente pericolo per tutti”. 

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