Robecchi presenta il suo nuovo romanzo “Follia Maggiore” a Dimore Festival

Alessandro Robecchi e Oliviero Marchesi durante la scorsa edizione di Dimore (archivio)

Nel ricco calendario di appuntamenti di questo weekend trova il suo giusto spazio anche Dimore Festival a Bastione San Sisto, che questa mattina ha voluto presentare “Follia Maggiore” ultimo, bellissimo libro scritto da Alessandro Robecchi, già giornalista de Il Fatto Quotidiano e autore degli spettacoli di Maurizio Crozza. A presentarlo Oliviero Marchesi. “C’è sempre un certo sospetto – sottolinea quest’ultimo -, quando un giornalista abbandona la propria carriera per fare lo scrittore in serie, si pensa che ormai si sia venduto. Con Robecchi non è successo. Nel suo libro convogliamo moltissimi elementi che non confondono il lettore anzi, arricchiscono vicendevolmente la trama per un romanzo polifonico, in cui Milano rappresenta un personaggio a se stante”.

“Certo nessuno ti ordina di scrivere un libro – introduce Robecchi -, se scrivo un libro di solito è perchè ho veramente una bella storia in testa, ma soprattutto ho in mente cosa voglio dire con quella storia. Sono sempre stato un lettore di gialli, vedo che spesso a 30 pagine dalla fine ci sono colpi di scena forzati, quello che si credeva morto non è morto, sosia etc. Questo non va bene nell’economia del racconto”.

LA TRAMA E LA STRUTTURA DEL ROMANZO

“E’ molto semplice: una donna di 60 anni viene uccisa durante uno scippo che sembra andato male. Questo porterà all’entrata in scena del protagonista Carlo Monterossi e a un susseguirsi di vicende. Volevo delle parti leggere per questo romanzo, per farlo i sono rivolto a Gioacchino Rossini, una vera rockstar del suo tempo, da una sua cavatina ho preso il titolo”. Ma come inserire parti comiche in un romanzo poliziesco? “Penso che la scrittura contenga quello che contengono le nostre vite, pertanto non voglio forzare i dialoghi, devono rivelare la storia di una persona. Lo stile di scrittura odierno preferisce descrivere una persona attraverso quello che fa, al contrario mi piacciono molto i romanzi russi del passato, in cui per più pagine veniva descritta una singola persona, che potevi poi immaginarti in modo molto vivido durante il racconto”.

Il protagonista, Monterossi, lavora come autore televisivo, guadagna bene, e ha un buon posto nella scala sociale. Ma questo lui lo odia. “Voleva raccontare le vite delle persone semplici, ma questo è degenerato poi nella pornografia dei sentimenti. Non volevo una persona cinica, ma inserita in un contesto molto cinico, ho pensato che la tv italiana fosse un buon compromesso (ride)”. 

Robecchi spiega le dinamiche del mondo del protagonista. “La TV è cinica, si cerca sempre di pettinare una storia, di prenderne gli elementi reali e trasformarli, amplificarli per il pubblico che guarda il programma. E gli indici di ascolto sono la cosa più importante. Esistono molti casi di cronaca nera della stessa portata, ma solo alcuni sono seguiti per anni, perchè la gente vuole sapere che succede e la tv glielo da”.

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