Assessore Sanità Donini: «Aspettiamo le indicazioni della comunità scientifica. La protezione dei nostri figli è essenziale»

Interpretando le parole dell'assessore le scuole isembrerebbero indirizzate verso un prolungamento della chiusura: domani l'ufficialità. Per quanto concerne invece il fronte culturale (musei, teatri) l'indirizzo è quello di allentare le misure tenute sinora. Su WhatsApp, in tema scuola, girano false comunicazioni della Regione

Assessore Sanità Donini: «Aspettiamo le indicazioni della comunità scientifica. La protezione dei nostri figli è essenziale»

C’era grande attesa per la conferenza stampa del neo assessore alla Sanità della Regione Emilia Romagna Raffaele Donini, soprattutto in merito alla riapertura o meno delle scuole di una settimana oltre il 1 marzo.

«Ho collaborato con Bonaccini 24 ore si 24: per questo possiamo dare una continuità col metodo adottato sinora – ha sottolineato Donini.  Patrlando di umeri permane la suddivisione, con una certa predominanza a Piacenza (89 casi a su un totale di 145 in tutta l’Emilia Romagna)».

[…] «La situazione di contenimento possiamo dire che è assicurata dal fatto che non ci sono focolai autoctoni in Emilia Romagna. Questa azione – ha spiegato il neo assssore –  si fonda sul comportamento attivo dei cittadini. E’ in corso a Roma una riunione col Ministero della Salute, attendiamo nella giornata di domani istruzioni in merito al prolungamento delle restrizioni. Per quanto riguarda le scuole bisogna attendere un’altra giornata, ne sapremo di più nella mattinata di domani. Riguardo invece musei, teatri e altre attività culturali si pensa un allentamento delle misure prese sinora (vedi sotto)».  

«E’ una buona notizia che non sono cresciuti i casi in terapia intensiva e che la metà dei positivi è a casa e non sono sintomatici. Sei sono in terapia intensiva».
«Abbiamo costruito i presidi di medicina avanzata (come a Piacenza). Ne abbiamo otto, tre dei quali in provincia di Piacenza».
«Raccomandiamo a tutti i cittadini con sintomi di non recarsi in ospedale al pronto soccorso ma chiamare il 118. Abbiamo avuto 20 mila telefonate al nostro numero. Sono in distribuzione i dispositivi di protezione personale ai sanitari degli ospedali ed anche ai medici generici. Mi sento di ringraziare tutti i sanitari ed ai farmacisti della Regione per quello che stanno facendo».

«E’ in corso una riunione con il Ministero della salute ed esponenti della comunità scientifica. Ci attendiamo per domani mattina delle indicazioni dettagliate sui criteri scientifici e medici ai quali attenerci per adottare le misure precauzionali che servono per contenere la diffusione quantitativa e qualitativa del virus. Domani aspetteremo queste linee di indirizzo alle quali faremo riferimento, auspicando un’uniformità di applicazione da parte di tutte le regioni coinvolte».

Oggi è girato su Whatsapp un falso documento della Regione Emilia Romagna che dava per certo il prolungamento della chiusura. Si tattava chiaramente di un fake che ha però tratto in inganno anche alcuni giornali. Ribadiamo che non vi è al momento nessuna decisione ufficiale come ha ripetuto l’assessore.

La regione Lombardia spinge per il prolungamento dello stop e della stessa idea sarebbero anche  numerosi sindaci della provincia di Piacenza.

Ci atterremo alle indicazioni della scienza, adottando linee comuni fra le regioni

Donini nel rispondere alle domande della stampa è tornato ad occuparsi proprio del tema della data di riapertura scuole ed ha rimandato tutto a domani.

Dalle parole pronunciate che l’assessore ha pronunciato in conferenza stampa si può intuire come – salvo arrivino indicazioni totalmente diverse da parte degli esperti del mondo scientifico – potrebbero essere allentate alcune misure come quelle che riguardano musei, cinema, teatri mentre potrebbero restare in vigore le altre che sono fin qui servite a contenere il virus e dunque anche la chiusura delle scuole.

Si è espresso coì l’assessore al welfare lombarso e Donini ha ribadito (vedi sotto) che “La protezione dei nostri figli è essenziale”.

Al di là delle sensazioni per la decisione ufficiale occorre attendere domani, probabilmente nel pomeriggio.

Vediamo cosa ha detto esattamente l’assessore su questi temi.

«Ci atterremo a quello che uscirà. Deve parlare la scienza al di là di ogni suggestione. Atteniamoci a quello che ci indicheranno. Per quello che ci riguarda abbiamo ricevuto l’istanza di allentare alcune misure legate alla cultura, ai musei, cinema teatri etc.

«Tornare alla normalità è oggi il nostro imperativo- ha aggiunto Donini-, e condividiamo coi territori l’idea di valutare una possibile ripresa dell’attività di musei, cinema e teatri, seppur con limitazioni negli accessi da definire, ma occorre prendere decisioni con rigore scientifico e su basi certe al fine di tutelare, con la prevenzione, la salute dei cittadini emiliano-romagnoli».

Per quanto riguarda le misure di contenimento Donini ha detto «attendiamo una decisione del governo sulla base di una discussione della comunità medica e scientifica. A quelle indicazioni ci atterremo valutando con le altre Regioni provvedimenti uniformi. Persuasi del fatto che questi sono i dati disponibili e che i dati sono contenuti. Vuol dire che le misure sono significative. Dobbiamo continuare così a proteggere la popolazione. Cercheremo di discutere una linea che sia il più possibile omogenea ed uniforme. La protezione dei nostri figli è essenziale».

In conclusione l’assessore ha ribadito che non servirà il certificato medico salvo malattia superiore a cinque giorni.

La decisione di andare a domani aveva concluso la riunione di oggi pomeriggio a Bologna, in Regione, che il presidente Stefano Bonaccini ha svolto con i sindaci dei Comuni capoluogo e i presidenti delle Province per fare il punto della situazione. Si è fatta una valutazione territorio per territorio, alla luce dell’ordinanza sulle misure precauzionali firmata dal presidente Bonaccini e dal ministro alla Sanità, Roberto Speranza, in vigore fino a domenica 1^ marzo e che prevede fra le altre misure la chiusura di nidi e scuole e la sospensione di manifestazioni pubbliche.

 

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