La pandemia ha “fatto traslocare” le elezioni online. Un modello di cui fare tesoro

Il consorzio interuniversitario Cineca ha messo a disposizione la sua piattaforma informatica per eleggere rettori e consigli di amministrazione di università a distanza. Un'esperienza che si può replicare in altri settori

Quando un’aspirante studente di medicina si trova ad affrontare, con trepidazione, il duro test d’ingresso non sa che alle spalle di quel foglio su cui appone le crocette c’è una complicata macchina organizzativa tutta made in Emilia-Romagna. Nella nostra regione (a Bologna) ha infatti sede Cineca il consorzio interuniversitario che si occupa di gestire i processi informatici delle università statali italiane. Cineca è insomma il “cervello elettronico” che permette il moderno funzionamento dei nostri atenei, offrendo la possibilità di dialogare online con le segreterie per i pagamenti, le certificazioni, le iscrizioni e tanto altro.

C’è poi un settore in cui Cineca vanta una consolidata esperienza ed è quello delle votazioni online. Complice la pandemia la piattaforma che il consorzio aveva già predisposto per il voto telematico nei seggi elettorali, è stata reingegnerizzata per essere utilizzata online, ed  è diventata di fondamentale importanza per gestire elezioni universitarie in tempi di virus. Recentemente si sono occupati dell’elezione a distanza del Rettore della Sapienza di Roma, ma hanno anche gestito votazioni per decine di altri atenei che, lo ricordiamo, sono enti pubblici.

Con l’aiuto del direttore generale di Cineca, il dott. David Vannozzi, abbiamo provato ad evidenziare potenzialità ma anche criticità di simile processo.

Quali sono, dottor Vannozzi, le principali esperienze che ha Cineca sul fronte delle elezioni online nel mondo degli enti pubblici, università e similari?

U-Vote nasce nel 1998 il primo sistema di voto elettronico in Italia e in Europa. Viene inizialmente utilizzato dal Ministero dell’Università e della Ricerca e da tutte le università italiane per la composizione delle commissioni di Valutazione Comparativa, organi preposti alla valutazione dei candidati nei concorsi per le cattedre universitarie, e da alcuni atenei per gestire le elezioni dei propri organi istituzionali.

Per rispondere alla crescente richiesta da parte degli atenei, nel 2011 il sistema viene reingegnerizzato in modo da facilitare sia lo svolgimento delle elezioni degli organi di governo sia di quelle di rappresentanti interni di atenei e enti, tra i quali Rettori, Presidenti, Commissioni di Valutazione, Comitati, Consigli scientifici, Organi Accademici, rappresentanze studentesche, e altre ancora. 

La prima versione online è stata sviluppata nel 2011, e fino al 2015 ha consentito la votazione tramite pc personale. Dal 2020 il sistema è utilizzabile tramite i device personali, come tablet e smartphone.

Quali sono state le elezioni telematiche più complicate che avete gestito?

In generale le elezioni studentesche sono le più complesse da gestire perché l’elettorato, che corrisponde a tutti gli studenti dell’università, va ripartito a seconda dei corsi di laurea di appartenenza. Ovvero: generalmente gli studenti votano tutti per alcuni organi principali, come i rappresentanti nel Senato accademico, nel Consiglio d’amministrazione, nel Comitato per lo sport e altri organi simili, mentre eleggono rappresentanze “specifiche” negli organi dei singoli corsi di studio, delle facoltà, dei dipartimenti. Quindi è necessario identificare correttamente il singolo votante in modo da attribuirgli esattamente e solamente le schede di sua competenza. Ci sono votazioni studentesche in cui, a seconda del corso di laurea di appartenenza, uno studente deve votare tre schede, e un altro ha a disposizione sei, anche otto schede, per organi diversi.

Le elezioni del Rettore, tecnicamente, sono più semplici: c’è un’unica votazione, un’unica scheda, di fatto. Nel caso del Senato accademico l’elettorato va suddiviso a seconda dell’organizzazione fra vari tipi di rappresentanza, ma il votante ha comunque un numero limitato di voti da esprimere, per cui in questi casi tipicamente il docente si ritrova con due massimo tre schede da votare. Sono votazioni più semplici dal punto di vista della predisposizione dell’elettorato, sebbene abbiano un maggiore peso dal punto di vista dell’organizzazione degli atenei.

Quante persone, al massimo, facevano parte del corpo elettorale?

Il caso di elettorato più ampio che abbiamo gestito con un voto online riguarda sempre le elezioni studentesche. In una sola tornata elettorale abbiamo gestito oltre 61.000 elettori aventi diritto. La complessità di questo caso è data dal fatto che, oltre ai due organi principali, Consiglio di Amministrazione e Senato accademico, per i quali i votanti erano tutti gli studenti, c’erano però altri 42 organi da votare, organi specifici dei dipartimenti e dei corsi di studio, per i quali dovevano votare solo gli studenti appartenenti a specifici corsi, con numerosità variabili da 6.000 studenti a qualche centinaio, nel caso di quelli meno numerosi.

Da quanti anni vi occupate di elezioni online?

La prima versione di voto elettronico Cineca online è stata sviluppata nel 2011. La soluzione online era basata su Applet Java. L’abbiamo utilizzata fino al 2015, per alcune studentesche e anche per alcune elezioni di Rettori.

Lo sviluppo della soluzione online in uso oggi, compatibile con dispositivi come smartphone tablet, PC e qualsiasi dispositivo personale connesso a Internet, si è svolta nel corso del 2020. Il sistema è entrato in funzione nell’ottobre del 2020.

Prima che l’emergenza rendesse necessaria l’adozione di un processo di voto a distanza (per garantire la sicurezza rispetto al pericolo di contagio), l’interesse degli atenei per il voto online era frammentato. Alcune università non avrebbero mai accettato il voto online, perché ritenevano indispensabile l’identificazione certa dell’elettore; altri atenei erano disposti ad accettare il voto online, magari per le studentesche, ma non per l’elezione degli organi principali come appunto Senato Accademico, Rettore, elezioni per le quali erano coinvolti i docenti. Altri atenei ancora, invece, erano aperti, e molto interessati, alla modalità online per tutte le votazioni.

La pandemia, almeno in deroga, ha spinto praticamente tutti gli atenei a utilizzare la modalità di voto online per tutte le tipologie di votazione. Dallo scorso febbraio 2020, tutte le elezioni programmate in presenza fino a giugno sono state rinviate e, su sollecitazione degli atenei, Cineca ha accelerato lo sviluppo della soluzione online, basata sulla soluzione certificata dal Ministero dell’Università e della Ricerca, integrata dalle interfacce web. La soluzione è entrata in produzione in ottobre 2020.

Come fanno le elezioni online ed il voto non presidiato a rispettare la segretezza del voto la privacy e la riservatezza?

Dal 1999 U-vote garantisce la segretezza del voto una volta espresso. La segretezza viene garantita tramite un protocollo che a priori separa l’identità del votante dal voto espresso e registra nell’urna il voto in maniera cifrata senza nessun riferimento a chi quel voto l’abbia espresso.

Ora, è evidente che il fatto di votare da dispositivo personale cambia molto la situazione, rispetto a votare da un’applicazione dedicata, tramite un canale riservato, in seggi presidiati.

Votare in una postazione di voto configurata, su un canale riservato come una VPN e con un presidio di personale appositamente incaricato, ovviamente garantisce l’identità dell’elettore, garantisce che l’elettore non alteri la postazione di voto e che questa sia quindi priva di virus, spyware o altro software indesiderato oltre all’applicazione di voto.

Quando un elettore vota dal proprio PC o dal proprio smartphone, il fornitore del sistema non ha modo di garantire l’identità del votante, la sua libera espressione di voto, o l’integrità dello strumento di voto.

Cineca ha preso ovviamente tutte le precauzioni necessarie a far sì che, se qualcuno tenta di alterare l’espressione del voto, questo sia rilevato al momento dello scrutinio, con una valutazione dell’integrità delle schede. Ma nella modalità di voto da remoto non è possibile garantire che l’elettore non sia osservato, che non sia costretto da qualcuno a votare contro la propria volontà, oppure, infine, che sia proprio lui, personalmente, a esprimere il voto. Indipendentemente dalla complessità del metodo di autenticazione adottato. Una soluzione anticoercizione adottata (come configurazione opzionale di una specifica elezione) è quella di permettere di modificare le proprie preferenze fino alla chiusura delle votazioni, e si può anche valutare la possibilità di prevedere la doppia modalità di voto, online e in seggio presidiato.

Quindi le elezioni online sono pienamente legali e teoricamente estendibili a qualunque amministrazione pubblica come ad esempio camere di commercio, consorzi pubblici, ordini professionali etc. ?

La soluzione di voto online sviluppata e gestita da Cineca consente di risolvere un problema, che nel caso specifico della pandemia è noto a tutti. Una volta rese note al committente le caratteristiche, e quali garanzie è in grado o meno di offrire il sistema, spetta al committente stesso decidere se la soluzione sia adeguata o meno alle esigenze. Chi indice le elezioni può segnalare nel bando quali sono le azioni a cui gli elettori devono porre attenzione, può evidenziare, al momento del login, quali comportamenti dell’elettore costituiscono illecito, e quali sono le pene previste per chi lo commette, ma non è in grado di garantire che il dispositivo dell’elettore sia privo di virus e spyware o che l’operazione di voto non sia fisicamente controllata da terze persone, o che qualcuno non sia costretto a votare contro il proprio volere. Indipendentemente da chi indice le elezioni.

C’è la possibilità, in qualche modo, di verificare che chi è dietro al computer e vota sia effettivamente l’avente diritto? Avete dovuto superare questo ostacolo?

L’accesso al sistema avviene tramite autenticazione: tramite credenziali ad hoc, le credenziali istituzionali, o tramite SPID. Queste modalità limitano, fortemente, l’accesso al sistema da parte di terze persone, ma non impediscono né che il votante possa cedere a terzi i propri dati, né che qualcuno possa trafugare i dati, se non conservati correttamente, per accedere.

Da un lato, c’è la correttezza del singolo che è tenuto a conservare opportunamente le credenziali e a non cederle a terzi volontariamente. Dall’altro, essere costretti a votare contro la propria volontà costituisce un illecito, che va segnalato alle autorità.

Per assurdo sarebbe possibile, in un futuro, immaginare che anche elezioni politiche possano tenersi online?

I testi sulle votazioni online danno indicazioni generiche in merito: dicono sostanzialmente che un sistema di voto correttamente implementato consente di garantire, in certe condizioni, segretezza e anonimato. Esistono indicazioni che consentono il voto in forma elettronica (anche tramite posta elettronica) per le rappresentanze di aziende, associazioni e altri enti.

In generale potremmo dire che  il voto elettronico, ma soprattutto il voto online, può esistere se la collettività dei votanti è concorde nell’accettarlo come strumento di voto. Se ci sono forti opposizioni contrarietà elevata alla modalità, il contesto potrebbe essere “orientato”, per esempio creando dei falsi casi negativi da sottoporre alla stampa per screditare l’intero processo.

E’ possibile organizzare elezioni che mischino la possibilità di voto online e voto tradizionale?

Sì, è possibile. Per esempio è una modalità usata in Estonia, dove il voto online è usato anche per le elezioni politiche, e prevede una fase di voto di una settimana in cui si può votare elettronicamente, e un giorno per votare ai seggi.

Nella settimana di voto online si vota usando la carta d’identità elettronica, e il voto può essere sostituito ripetutamente fino al momento della chiusura della fase pre-voto.

Una volta conclusa la fase di voto via internet, inizia la fase di voto ai seggi. Generalmente dura solo un giorno, e l’elettore ha possibilità di andare a votare presso Il seggio anche se ha già votato elettronicamente, e in questo caso il suo voto al seggio sostituisce quello espresso elettronicamente.

Dal punto di vista dei costi il voto online è più costoso o più economico di quello tradizionale? Potete darci un’idea?

Soprattutto per le studentesche, il costo del voto online, ma anche del voto elettronico in seggi presidiati, quindi non su carta, è stato considerato spesso conveniente rispetto alle soluzioni tradizionali, per diversi motivi. Per esempio, con il voto elettronico è più semplice gestire le schede elettorali: non è necessario stamparle, quindi se ci sono modifiche da fare, o errori, fino all’ultimo si possono correggere informaticamente.

Altro vantaggio, sia votando online sia votando elettronicamente in presenza, in seggi presidiati, riguarda lo scrutinio. Lo scrutinio viene fatto centralmente in maniera elettronica, quindi non è necessario destinare personale per lo spoglio delle schede. Inoltre, non ci saranno contestazioni sull’ambiguità delle espressioni di voto. Questo, ovviamente, per l’università riduce i tempi, e i costi in termini di straordinario da corrispondere ai docenti o ai tecnici che devono restare presso i seggi oltre l’orario di lavoro.

Se poi si utilizza il voto l’online, scompare completamente la necessità di organizzare i seggi e quindi a questo punto per l’università è un ulteriore vantaggio perché non c’è più conflitto con le lezioni: non sarà necessario individuare un certo numero di aule che per qualche giorno dovranno essere dedicate a questa funzione, con conseguente modifica dell’organizzazione delle lezioni. Votando online scompare anche l’esigenza di avere del personale dedicato alla gestione dei seggi durante la votazione, e quindi da questo punto di vista è un risparmio in termini di “costi propri” dell’università. Ovviamente dipende da come è strutturata l’università stessa: se l’ateneo ha a disposizione diverse aule, e personale che possa occuparsi del presidio e dello scrutinio, il risparmio in termini di costi sarà inferiore, mentre potrà essere molto alto se invece ha difficoltà a trovare le aule, o ha difficoltà a impiegare le persone in attività extra.

Nella definizione di costi vanno considerate poi anche altre variabili, come la tipologia di elezione, ovvero il numero di elettori coinvolti: le elezioni studentesche vedono coinvolti numeri molto alti di votanti, quindi i costi di gestione sono superiori rispetto alle elezioni del Rettore o del Senato accademico, dove i numeri dei votanti sono inferiori. Inoltre, i risparmi dipendono anche dall’organizzazione delle università: soprattutto quelle medie e piccole riescono a gestire queste votazioni con uno o due seggi, in Rettorato, o nell’Aula magna. Quindi con poco personale di presidio, e senza impatto sulle aule.

Se vi venisse chiesto da un qualunque ente/ordine/consorzio di mettere a disposizione la vostra piattaforma elettorale online potreste farlo o vi rivolgete solo l mondo universitario?

Oltre alle votazioni per il Ministero dell’Università e la Ricerca e per gli atenei, abbiamo gestito anche elezioni di altri tipi di enti e associazioni pubbliche. La valutazione sulla fattibilità dipende dai singoli casi.

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