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Rubavano telefonini e computer e li rivendevano a prezzi stracciati

Individuate dai carabinieri, quattro persone sono sottoposte ad obbligo di presentazione tre volte la settimana. Ad incastrarli i messaggi in chat

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All’alba di lunedì i carabinieri del Comando Compagnia Carabinieri di Fiorenzuola d’Arda (Pc) hanno dato esecuzione a quattro ordinanze di misure cautelari applicative dell’obbligo di firma trisettimanale, emesse dal Gip del Tribunale di Piacenza, su richiesta della procura della Repubblica nei confronti di 4 persone ritenute responsabili – a vario titolo e in concorso tra loro – di “furto aggravato e ricettazione”.

L’indagine era partita nel maggio 2019 e si era protratta fino a dicembre dello stesso anno partendo da intercettazioni su telefoni degli indagati, in prevalenza dipendenti della logistica, che nell’orario di lavoro, dopo essersi impossessati di svariata merce stoccata all’interno del magazzino dove lavoravano, la rivendevano a ricettatori.

Nel corso dell’indagine, sono stati rinvenuti e sequestrati vari oggetti hi-tech, cellulari, computer, capi di abbigliamento e profumi di marca per un valore complessivo di 26mila euro circa.

L’inchiesta si è basata su messaggi scambiati fra i vari personaggi coinvolti ed ha permesso di accertare che gli stessi erano impegnati in attività di ricettazione e vendita di oggetti provento di reato. Gli oggetti rubati venivano, venduti, nella maggior parte dei casi nuovi e senza scatola, ad un prezzo molto più basso di quello di mercato.

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