Uno spettacolo dedicato all’affido familiare come strumento di accoglienza

“Sul filo, titolo dello spettacolo portato in scena dalla compagnia TaDam e dedicato all’affido familiare come strumento di accoglienza per i minori stranieri non accompagnati, significa essere in bilico: mentre si cammina sospesi, l’emozione di un percorso spettacolare, ma se si perde l’equilibrio c’è la caduta e il rischio di farsi male. Credo sia una bella metafora per la rete di inclusione e sostegno di cui l’affido è simbolo, come progetto capace di dare a bambini e ragazzi un punto di riferimento solido e la stabilità necessaria a cui aggrapparsi in un momento di difficoltà, rappresentando al tempo stesso un’esperienza intensa e arricchente anche per chi tende loro la mano”. Così l’assessora ai Servizi Sociali Nicoletta Corvi commenta la rappresentazione teatrale allestita nel pomeriggio di domenica 27 novembre nella cornice di piazza Duomo, grazie alla collaborazione tra Amministrazione comunale, il Consorzio Sol.Co e la cooperativa Cidas di Ferrara, capofila del progetto regionale [email protected], come prezioso momento di sensibilizzazione e coinvolgimento della cittadinanza su un tema di grande rilievo, che merita di essere conosciuto e valorizzato in tutte le sue potenzialità.

Monica Staboli, psicologa e componente dell’équipe territoriale del progetto [email protected], ha ricordato nell’occasione come i report nazionali sui flussi dei minori stranieri non accompagnati rilevino, per il 90% degli arrivi (già oltre un centinaio, a Piacenza, dall’inizio del 2022), l’inserimento in strutture di accoglienza, mentre solo il 5% ha l’opportunità di essere affidato temporaneamente a un nucleo familiare, nonostante già dal 2017 sia in vigore una normativa, nota anche come legge Zampa, mirata proprio a promuovere e rafforzare le tutele garantite ai minorenni che giungono, soli, nel nostro Paese, indicando nell’affido la forma di accoglienza idealmente prioritaria. “I dati effettivi – ha sottolineato di fronte al pubblico la psicologa – sono purtroppo lontani da questo obiettivo, che pone al centro il bisogno di affetto, di inclusione e autonomia del minore, favorito dal rapporto con un singolo cittadino o una famiglia”.

L’affido familiare può dunque essere un modo per sperimentare, in una nuova prospettiva, la cittadinanza attiva: a questo proposito, per fornire ulteriori informazioni e chiarimenti, venerdì 2 dicembre sulla piattaforma Google Meet, Monica Staboli sarà a disposizione insieme alla pedagogista dell’ufficio comunale per i minori stranieri non accompagnati, Franca Pagani, dalle 18.30 alle 20. Il modulo per iscriversi è stato distribuito durante lo spettacolo di domenica, ma per chi volesse aderire c’è la possibilità di richiedere il link scrivendo a [email protected] .

“Ringraziamo TaDam per la sensibilità con cui è stata costruito questo spettacolo”, concludono l’assessora Corvi e la dott.ssa Staboli, spiegando che l’evento nasce dall’esperienza personale di accoglienza di un minore straniero non accompagnato, proveniente dal Pakistan, nella famiglia di alcuni allievi della compagnia.

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