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Vicenda Tnt: interrogatorio di garanzia e manifestazione davanti al tribunale

“Non c’è stata resistenza da parte di Arafat e Carlo”. Lo hanno detto i legali degli arrestati all’uscita dal tribunale. Secondo la Lega i manifestanti “non hanno rispetto per i piacentini”. Fratelli d'Italia: "Ci risiamo"

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Si è svolto questa mattina presso il tribunale di Piacenza l’interrogatorio di garanzia dei due arrestati dalla polizia, la scorsa settimana (e posti ai domiciliari) per i fatti del primo febbraio davanti alla sede della TNT.

Davanti al gip Luca Milani oltre ai legali degli arrestati, era presente l’accusa rappresentata dal capo procuratore Grazia Pradella.

All’esterno, intanto, oltre un centinaio di manifestanti del sindacato Si Cobas, ha inneggiato alla liberazione di Carlo ed Arafat davanti ad un massiccio schieramento delle forze dell’ordine. Per precauzione le vie limitrofe sono state interdette al traffico.

Gli avvocati difensori (Eugenio Losco e Mauro Straini), all’uscita, poco prima delle 14 hanno spiegato che l’interrogatorio è stato lungo perché «abbiamo voluto che Arafat spiegasse tutta la vicenda, a partire dalla vertenza, del perché sono stati fatti gli scioperi, degli accordi raggiunti, del perché gli accordi non venivano rispettati, delle cause del lavoro. Una ricostruzione di tutta la vertenza sindacale al di là dei fatti che vengono contestati. Abbiamo anche affrontato la questione de blocco o meno dei camion all’interno e del fatto che non c’è stato nessuno blocco dell’attività e che, ad esempio, i medicinali sono usciti sempre. Abbiamo anche prodotto dei video dove si vedono dei camion contenenti medicinali uscire. Abbiamo cercato di spiegare tutta questa situazione. Riguardo alla contestazione della resistenza abbiamo spiegato che la dinamica è assolutamente contraria a quella descritta nell’ordinanza che è stata notificata. Non c’ stata resistenza da parte di Arafat e Carlo. Vengono considerati responsabili solo perché sono coordinatori del sindacato a Piacenza. Questa è la loro unica responsabilità. Abbiamo chiesto la revoca della misura. Oggi depositeremo anche il ricorso al tribunale del riesame di Bologna. Avremo un’altra udienza davanti a dei giudici diversi che dovranno decidere in una sorta di secondo grado se queste misure sono giuste o meno. Intanto questo tribunale di Piacenza, entro cinque giorni, darà una risposta».

Domani si svolgeranno invece gli interrogatori degli altre cinque indagati colpiti da misure cautelari minori.

Avv. Eugenio Losco legale degi arrestati insieme a Mauro Straini

Lega sulla manifestazione: “Nessun rispetto per i piacentini”

Contro la manifestazione di oggi e quella di sabato si è espressa la Lega Piacenza, con una nota congiunta firmata dal referente provinciale Luigi Merli e da quello della sezione cittadina del partito, Luca Zandonella (che è anche assessore alla sicurezza nel comune di Piacenza).

«Dopo la manifestazione di sabato scorso, la nostra Comunità è di nuovo vittima dei comportamenti scorretti e prevaricatori del sindacato Sì Cobas. In un momento difficile per tutto il Paese, troviamo assurdo che gruppi organizzati blocchino le strade e creino ulteriori disagi ai piacentini. Il diritto di esprimersi e manifestare le proprie opinioni è certamente sacrosanto, ma l’emergenza impone a tutti senso di responsabilità e dovere di utilizzare i numerosi strumenti che la tecnologia mette a disposizione per far sentire la propria voce. Invece di creare capannelli, i manifestanti li usino.  I responsabili del sindacato Sì Cobas dimostrano di non avere alcun rispetto per i piacentini, che diligentemente e non senza difficoltà rispettano le regole. Così facendo espongono al rischio di contagio sia loro stessi, sia le persone che hanno coinvolto in questi giorni di manifestazioni. In zona rossa i blocchi stradali e gli assembramenti sono intollerabili –  concludono –  Esprimiamo la nostra assoluta solidarietà alla Procura di Piacenza e alle forze dell’ordine, impegnate in prima linea per contenere gli effetti di queste condotte irresponsabili».

Fratelli d’Italia: “Piacentini chiusi in casa, manifestanti a spasso” 

“Ci risiamo, persone che manifestano davanti al Tribunale, incuranti del fatto che siamo in zona rossa ed il rischio contagi sia da tenere sotto controllo” lo scrive in una nota Andrea Gabbiani, esponente di Fratelli d’Italia, riferendosi alla presenza di persone facenti parte del sindacato Sicobas, che si sono recate a manifestare il loro sostegno ai rispettivi leader davanti al Tribunale di Piacenza.

“Sabato, stante il via libera del Ministero dell’Interno, abbiamo avuto a Piacenza persone che arrivavano da province con un tasso di contagio da Covid-19 diverso rispetto a quello della nostra provincia. Persone che hanno potuto liberamente girare per la città, in una giornata che anticipava il passaggio in zona rossa. Assistere allo svolgimento di un’altra manifestazione, solo due giorni dopo, per altro dopo essere entrati in zona rossa, è semplicemente sconfortante”. “Viene da chiedersi – insiste Gabbiani – se qualche manifestante di sabato non si sia trattenuto in città, al fine di prendere parte alle proteste di oggi”.  Per l’esponente di Fratelli d’Italia “se ai cittadini di Piacenza, alle attività commerciali, ai loro dipendenti, agli studenti ed alle famiglie vengono chiesti sacrifici per non ripiombare indietro di un anno, risulta inconcepibile – conclude Gabbiani – come invece le proteste possano svolgersi liberamente”.

 

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