Vaccinazioni insegnanti e personale delle scuole in Emilia Romagna: è caos!

La Regione aveva annunciato che da oggi sarebbe stato possibile prenotare dai propri medici di famiglia. I dottori però hanno ricevuto solo stamane una circolare al riguardo. Rimangono molti aspetti da chiarire e mancano le dosi di Astra Zeneca

Forse in viale Aldo Moro a Bologna, dove ha sede la Regione Emilia Romagna, sarebbe buona cosa far proprio il proverbio di “trapattoniana” memoria e “non dire gatto se non ce l‘hai nel sacco” traducibile anche con “non cantar vittoria prima di aver giocato la partita” o “non vendere la pelle dell’orso prima di averlo catturato”.

Insomma sarebbe stato più prudente evitare di rilasciare il comunicato stampa diffuso la settimana scorsa, per l’esattezza mercoledì 17 febbraio 2021, con cui la Regione annunciava che a partire dalla giornata odierna (22 febbraio 2021) sarebbero stati possibile prenotare la vaccinazione del personale scolastico e che la stessa sarebbe stata effettuata dai medici di famiglia nei giorni successivi.

«Da lunedì 22 – scrivevano – maestri, professori, educatori, operatori e collaboratori, assistiti dal servizio sanitario regionale e che lavorano nelle scuole di ogni ordine e grado, nei servizi educativi 0-3 anni e negli enti di formazione professionale dell’Emilia-Romagna che erogano i percorsi di IeFP, potranno prenotare la vaccinazione dal proprio medico di base, con le prime che saranno effettuate già nei giorni successivi. La velocità di prenotazione e vaccinazione dipenderà dalla disponibilità di vaccini».

Davanti alla notizia (che noi stessi abbiamo rilanciato) molti insegnanti, la settimana passata, hanno contattato i propri medici curanti per sapere come e effettuare la prenotazione, ricevendo in cambio la classica doccia fredda. La stragrande maggioranza dei medici infatti non sapeva assolutamente nulla di questo accordo fra la Regione e le “rappresentanze sindacali dei medici di medicina generale” che evidentemente non hanno informato con tempestività i propri iscritti. Tantomeno i medici curanti sapevano dare indicazionei sulle modalità di prenotazione e sui luoghi prescelti per effettuare la vaccinazione (studi medici o strutture Ausl?).

Questa mattina, come ci ha spiegato poco fa un medico, hanno finalmente ricevuto una circolare ma …. la situazione resta ancora lontana dall’essere chiara.

All’annuncio quantomeno prematuro della Regione si è aggiunta l’ennesima mancanza di dosi di vaccino: oggi come oggi, a Piacenza, ogni medico dovrebbe ricevere un solo flacone Astra Zeneca, utile per vaccinare dieci persone. Una volta aperta la dose, le inoculazioni andranno eseguite entro sei ore. Per questo occorrerà raggruppare dieci lavoratori della scuola, fra i propri assistiti, in modo da poter effettuare le iniezioni in sequenza. «Al momento però – ci ha spiegato il medico da noi interpellato – non abbiamo gli elenchi degli aventi diritto (ci hanno detto che ce lo faranno avere) e nemmeno il vaccino. Soprattutto non abbiamo alcuna idea delle tempistiche».

Nonostante gli annunci dunque la realtà dei fatti dice che oggi non è ancora possibile effettuare nessuna prenotazione, semmai i curanti possono prendere nota di una tanto generica quanto poco utile “manifestazione di interesse”.

Caos vaccini, Tagliaferri (Fdi): basta fake news istituzionali

Della vicenda si è occupato anche Giancarlo Tagliaferri, consigliere regionale di Fratelli d’Italia, che così commenta la vicenda

«Non è più tempo di fake news istituzionali: leggiamo sulle prima pagine dei giornali che i docenti che si erano prenotati per il vaccino antiCoronavirus a seguito della campagna stampa della Regione oggi si sono sentiti dire via sms di rivolgersi ai propri medici di base, peccato che i medici di base non sapessero nulla di tutto questo. Dopo il caos sull’antinfluenzale, siamo di fronte ad un altro fallimento, anzi a informazioni sbagliate che creano allarme e paura in una popolazione già allo stremo psicologico. Adesso basta: Regione Emilia-Romagna deve fare comunicazioni solo vere, non annunci pubblicitari poi smentiti dai fatti».

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